Un Dpef è per sempre: oggi la Regione Toscana ha le stesse ricette di 30 anni fa

Stesse strade da completare, stessi buoni propositi per le PMI, stessa retorica post-comunista: il documento di programmazione economico finanziaria 2014 sembra quello di qualche decina d’anni fa.

Quasi 100 pagine di documento di programmazione economico finanziaria, di cui la metà di premessa. Per dire cosa? Quello che ci sentiamo dire da trent’anni a questa parte. Oggi in Consiglio regionale della Toscana scopriamo che le priorità della Regione non sono cambiate di una virgola: stesse strade da completare, stesse ricette per far crescere e consolidare le imprese (con i risultati che oggi vediamo).

Solo qualche esempio.

Il caso di Massa Carrara. Qui da anni va avanti una crisi tra le più nere a livello nazionale. Ma la Regione non è stata ferma, no. In tre anni ha approvato ben tre atti. Nel 2011 è stato firmato un accordo di programma per completare la messa in sicurezza e bonifica delle aree del SIN, nel 2012 è stato approvato il Progetto Massa Carrara, nel 2013 è stato varato un altro bando. Abbiamo investito 5 milioni di euro per comprare il terreno della ex Eaton nella speranza di convincere qualche impresa a tornare ad aprirci un’azienda. Risultato di tutto ciò? Tre anni di stallo per centinaia di ex lavoratori ormai fuori da qualsiasi ammortizzatore sociale.

Un altro esempio. Piombino. Abbiamo stanziato 65 milioni di euro per una fideiussione a garanzia di lavori di adeguamento del porto che pagheremo 3,5 milioni l’anno per i prossimi 30 anni, a partire dal 2014 (totale: 105 milioni di euro). I lavori di adeguamento erano finalizzati ad accogliere il relitto della Costa Concordia, un affare da mezzo miliardo di euro che adesso pare uscirà non solo dalla Toscana, ma dall’Italia, per essere smantellata in Turchia.

Parliamo di export: la Toscana è tornata a livelli pre-crisi per molti settori e deve puntare sulle esportazioni anche per quel che riguarda i settori “storici” dell’artigianato e dei prodotti locali. Ma con quali infrastrutture? Sono almeno vent’anni che si sente parlare di adeguamento della FIPILI o della Firenze-Siena. O ancora, della Grosseto-Fano, della terza corsia sull’Autostrada del mare. Quanti DPEF dovranno passare prima che si riesca a realizzare almeno la metà delle cose che ogni anno ci ripromettiamo? Il mondo è andato avanti, noi continuiamo a scrivere le letterine a Babbo Natale.

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