Pensioni d’oro e da fame: basterebbe poco per avere giustizia

La proposta di Democrazia Diretta: ridistribuire gli eccessi delle superpensioni tra chi prende meno di 1000 euro al mese. Chiurli, “Il contributo di solidarietà sopra i 150mila euro è l’ennesima beffa”

Basta dare un’occhiata all’ammontare mensile delle spese di Stato per le pensioni per rendersi conto dell’evidenza: il costo complessivo delle pensioni d’oro di pochi equivale a quello delle pensioni al minimo di molti. E la soluzione è servita su un piatto d’argento: ridistribuire le eccedenze delle superpensioni (oltre la soglia dei contributi realmente versati) per rendere più dignitose quelle più basse. Il calcolo non è semplice e l’intervento non è indolore, ma è tutt’altro che impossibile. Anzi, doveroso.

A breve Democrazia Diretta presenterà un disegno di legge su questo: l’obiettivo è ottenere l’appoggio del Consiglio regionale della Toscana, affinché faccia propria la proposta e la presenti direttamente in Parlamento.

“Il contributo di solidarietà inserito nella Legge di stabilità, che colpisce solo chi prende più di 150mila euro lordi l’anno – dichiara il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) – rappresenta l’ennesima presa di giro. Serve una riforma complessiva del sistema delle pensioni. Tutto il resto è solo una misura tampone”.

La legge di stabilità, infatti, reintroduce il prelievo di solidarietà per le pensioni d’oro. Ci aveva provato anche Monti, ma la misura era stata bocciata dalla Corte Costituzionale. Certo: come avevamo potuto pensare che potesse essere costituzionalmente corretto chiedere una mano a chi prende 90mila euro di pensione al mese? Evidentemente ci eravamo sbagliati. Con il risultato che, la scorsa estate, abbiamo anche dovuto restituire il maltolto ai superpensionati. Mentre oggi l’Inps ha il coraggio di chiedere indietro un centesimo a un pensionato di Riccione, che si era visto indebitamente accreditare un centesimo in più negli anni dal 1996 al 2000.

Quanto in basso dobbiamo cadere prima di decidere di rialzarci? Che Paese è quello in cui un piccolo plotone di anziani si arricchisce sulle spalle di molti giovani sottopagati che pagano i contributi e non potranno forse mai rivederli? Nel momento in cui perfino Papa Francesco invoca la rivoluzione (leggi l’articolo del Fatto Quotidiano), rimbocchiamoci le maniche e mettiamo mano al sistema delle pensioni: basta poco per ottenere un po’ più di giustizia.

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