L’Europa come gli Usa, rischio shutdown. Ma nessuno ne parla

Le casse dell’Ue sono quasi vuote: già a novembre incognita sui finanziamenti. Ma le amministrazioni locali li hanno già messi nel conto (e spesi)

 

L’Unione europea è a rischio shutdown. Già a novembre le casse potrebbero essere vuote e i fondi destinati alle Regioni potrebbero saltare. Lo apprendiamo oggi da un articolo comparso su La Stampa. Eppure quasi nessun altro sembra preoccuparsene.

C’è di che allarmarsi: i finanziamenti comunitari sono sempre più fonte privilegiata e fondamentale per le amministrazioni locali, Regioni in primis. A causa del patto di stabilità e del taglio dei trasferimenti statali gli Enti locali e le Regioni hanno cominciato a sfruttare questa risorsa per coprire spese correnti e investimenti che costituiscono parte integrante del bilancio e non semplice accessorio.

Se l’Ue dovesse chiudere i rubinetti le conseguenze sarebbero imprevedibili. Basti pensare a quanta parte occupano i finanziamenti europei nei differenti piani regionali. Solo oggi in Commissione Controllo della Regione Toscana abbiamo dato il via libera al nuovo Piano Rifiuti e Bonifiche, un piano da 36 milioni di euro l’anno, all’interno del quale le risorse comunitarie occupano almeno il 20%. Alcuni programmi destinati alla riduzione dei rifiuti e allo sviluppo della raccolta differenziata rischiano di non partire neanche.

Ma il problema è ancora più impellente, considerato il fatto che buona parte dei 6,6 miliardi di euro che l’Ue non sa dove pescare sono già stati spesi dagli stati. Anche solo un rinvio rischierebbe di gettare nel baratro i bilanci delle amministrazioni locali e oltre.

Come si è creata questa voragine? In parte è dovuta alla crisi generale e ai provvedimenti di austerity messi in atto in molti dei Paesi Ue. In altra parte è dovuta all’accumularsi di spese dagli anni precedenti: solo l’anno scorso sono slittati 16 miliardi di euro, su un bilancio complessivo di 130 circa. E altri 11 erano stati rimandati nel 2011. Alla fine del 2013 potrebbero essere rinviati 20 miliardi di spese. Cominciamo a porci il problema.

 

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