Moretti, il sindacalista che dà di fessi ai lavoratori

Ennesimo schiaffo in faccia ai pendolari da parte dell’amministratore delegato di Ferrovie. “Non possiamo pagare sempre noi per loro”, dichiara. Però nel frattempo intasca ogni anno oltre 200 milioni di euro dalla Regione Toscana e altri 400 dallo Stato. Senza contare l’incasso derivante dalla vendita dei biglietti.

Mauro Moretti ne ha fatta di strada da quando faceva il sindacalista. Abituato a scalare in fretta i gradini del potere, già nei primi anni ’80 era diventato segretario nazionale della Cgil trasporti, in prima linea a difendere i diritti dei lavoratori.

Trenta anni dopo eccolo in prima fila a svillaneggiarli quotidianamente. L’ultima battuta risale al weekend appena trascorso e suona un po’ come “I pendolari? Si arrangino”. A margine dell’assemblea nazionale dell’Anci, che si teneva a Firenze, interviene dicendo che i pendolari non rendono abbastanza. “Solo 13 centesimi a chilometro, quando in Francia sono 20 e in Germania il doppio”. E rincara: “Non possiamo pagare sempre solo noi”. 

Si dà il caso, però, che il servizio ferroviario in Toscana non ce lo regali propriamente Moretti: lo paghiamo tutti noi con le nostre tasse. Il contratto di servizio, infatti, prevede la ripartizione dei costi necessari tra Stato e Regione. Ogni anno la Regione Toscana rinegozia gli accordi e sborsa centinaia di milioni di euro per mantenere un livello accettabile (dipende dai punti di vista) del trasporto su ferro. Altre spese (investimenti per miglioramento delle linee, acquisto nuovo materiale rotabile, ecc.) sono coperte in compartecipazione tra Fs e Regione Toscana.

Eccolo, è il solito Mauro Moretti rinviato a giudizio per la strage di Viareggio che ci impartisce la nuova lezioncina di “così va il mondo”. Il solito Moretti che non ci ha messo un attimo a querelare prima e licenziare poi il dipendente delle Ferrovie che era stato consulente delle famiglie delle vittime del maledetto incidente del 29 giugno 2009.

Il solito Moretti che additò come “quattro fessi” tutti quelli che si preoccupavano per i rischi connessi all’operazione Tav a Firenze, intervento da 1,5 miliardi di euro (sulla carta, strada facendo la cifra potrebbe addirittura raddoppiare) su cui adesso pende un’indagine della magistratura per ipotizzati reati di corruzione, abuso d’ufficio, associazione a delinquere. 

Ora l’ad di Fs dichiara che sarebbe il caso che certe linee non redditizie se le riprendesse lo Stato. Che non è giusto che a pagare per i pendolari che tutti i giorni prendono il treno e vanno a lavoro superando ritardi e disagi di ogni tipo siano sempre le Ferrovie. Non ci saremmo aspettati di meglio da un ex quadro della Cgil. 

3 pensieri su “Moretti, il sindacalista che dà di fessi ai lavoratori

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