Case popolari, le Regioni hanno in cassa 1 miliardo e non lo spendono

La denuncia di Democrazia Diretta: la peggiore è la Puglia, con oltre 372 milioni di euro non investiti, seguita da Sicilia (271 milioni), Lazio (254 milioni) e Calabria (152 milioni). Ma anche la Lombardia non scherza e la Toscana con i fondi che aveva ci ha fatto ben altro.

 

Mentre gli sfratti sfiorano livelli record e i pignoramenti di abitazioni spiccano il balzo (in Toscana, a Prato, la situazione peggiore), le Regioni vanno avanti col freno a mano tirato sull’edilizia residenziale pubblica.

Come fa notare oggi IlSole24Ore, da quando la competenza sugli alloggi popolari è passata alle Regioni, si è assistito ad un progressivo rallentamento nell’apertura dei cantieri, sfociato negli ultimi anni ad una semiparalisi.

Ad oggi il fondo per l’edilizia pubblica ammonta a circa 1,6 miliardi di euro, di cui le Regioni hanno speso circa 62,5 milioni. Le situazioni peggiori si trovano al Sud – la Puglia ha ancora in cassa più di 372 milioni da spendere, la Sicilia 271, la Calabria 152 e il centrale Lazio 254 – ma anche più in su nello Stivale la situazione è variamente mal messa.

La Lombardia, ad esempio, conserva un tesoretto da 128 milioni di euro (anche se è pur vero che tra il 2012 e il 2013 è quella che si è data maggiormente da fare per recuperare il gap), l’Emilia Romagna ha ancora 31 milioni di euro da investire. E la Toscana? Dei 34 milioni di euro di competenza nel 2013 ne ha spesi solo 2,9, mentre gli altri 31 sono rimasti nel cassetto.

Se ci resteranno a lungo, peraltro, non è dato sapere, perché non sarebbe la prima volta che la Giunta decide di prelevare dal fondo per le case popolari e spendere in altri capitoli. Solo l’anno scorso è successo due volte: la prima per rimpinguare i conti del trasporto pubblico locale, lasciato a secco dai mancati trasferimenti dello Stato, la seconda volta per rimediare all’errore dell’accisa sulla disgrazia.

La Regione Toscana, infatti, aveva avuto la bella pensata di tassare ulteriormente la benzina (5 cent al litro) per recuperare risorse da destinare alla ricostruzione delle aree flagellate da maltempo e inondazioni. Peccato che dopo l’introduzione di questa misura si sia registrato il calo più imponente nei consumi di carburante dallo shock petrolifero ad oggi. Così il Governatore ha dovuto fare marcia indietro, eliminare la tassa e reperire 25 milioni di euro da qualche altra parte. E dove se non dal fondo per gli alloggi popolari? 

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