Cosa succede oggi in Regione: due ore di commissione per due leggi che non saranno mai applicate

Sgravi fiscali riservati solo a grandi benefattori che decidano di fare donazioni a favore di cultura o lavoratori in difficoltà. Ma di babbi Natale in giro non se ne vedono. Democrazia Diretta: “Non sarà il solito sistema per favorire le banche?”

 

“Due ore in Commissione Affari istituzionali per discutere di due leggi che non troveranno mai applicazione. Ecco come abbiamo speso oggi la mattinata”, dichiara il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta).

Prima di tutto abbiamo passato al vaglio il regolamento attuativo della legge che dovrebbe introdurre un regime di agevolazione fiscale per le imprese che fanno donazioni a favore di progetti di natura culturale o di valorizzazione del paesaggio. Una legge che è già stata rimandata al mittente dal Governo una prima volta e che ora torna in Regione Toscana più che azzoppata.

Ecco come funziona: ogni azienda può partecipare alla copertura economica di progetti che valorizzino la nostra cultura o il nostro paesaggio e ottenere la detrazione IRAP del 20% su quanto eroga al soggetto beneficiario.

Non c’è criterio di merito: si va in ordine cronologico. Chi primo arriva meglio alloggia: la Regione mette sul piatto 1 milione di euro di sgravi a tutti coloro che vorranno. E non c’è criterio di selezione per chi può ottenere la donazione. Di qui una fervida discussione sull’opportunità o meno di includere la sagra del ranocchio tra i soggetti meritevoli.

Ma difficilmente il problema si porrà perché è stato messo anche un limite minimo di donazione da parte dei privati, per accedere allo sgravio. 1000 euro. Non un cent di meno. E di questi tempi, con le imprese che ci ritroviamo è una bella cifra.

Capitolo 2: modifica alla legge su agevolazioni e contributi a famiglie e lavoratori in crisi. Cosa buona e giusta. La modifica apre ai privati che vogliono contribuire con risorse proprie al fondo istituito appositamente dalla Regione. Ma chi sono questi altri babbi Natali? Imprese, ci viene detto, che vorrebbero aiutare però solo i propri dipendenti. Dunque difficilmente saranno disposti a versare i propri denari nel calderone. Ma anche fondazioni bancarie. Non è che alla fine sarà il solito sistema per favore gli istituti di credito, anziché le famiglie? La risposta alla prossima commissione”.

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