Terme: se la cura è peggio della malattia

Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) sulla ristrutturazione di Montecatini, “Un pozzo senza fondo dove continuano a sparire soldi pubblici”. In 4 anni la spesa per il progetto firmato da Fuksas è raddoppiata. E il cantiere è fermo da 31 mesi.

Bei tempi quando, in campagna elettorale e subito dopo l’insediamento, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi parlava di vendere le partecipate pubbliche in perdita e liberarsi dei carrozzoni. Oggi, a un anno e mezzo dalla fine della legislatura, di quel progetto è stato realizzato ben poco: le partecipate sono ancora tutte là (salvo rare eccezioni) e le perdite pure. Anzi, in alcuni casi la Regione ha sentito il bisogno di frugarsi/ci in tasca per rimpinguare magri bilanci.

E’ il caso delle Terme di Montecatini, società di diritto privato che però va avanti solo con soldi pubblici, pozzo senza fondo che continua a ingurgitare milioni di euro. La Regione aveva promesso che l’avrebbe “valorizzata” per renderla redditizia e poi – forse – privatizzata. Ma la strada per la “valorizzazione” è lastricata di assegni a sei zeri.

Il progetto di ristrutturazione, firmato nientemeno che dall’archistar Massimiliano Fuksas, risale al 2009. Allora il preventivo fu di 15 milioni di euro, ma non appena fu messa la prima pietra si scoprì che la cifra non era comprensiva dell’onorario di Fuksas&Co. Tra questo e altri successivi interventi al rialzo, il costo complessivo è arrivato a sfiorare il raddoppio nel giro di 4 anni. Oggi la stima è di 28 milioni di euro. E il bello è che i lavori sono fermi da due anni e mezzo.

Quindi, che si fa? Si comincia a vendere immobili di pregio. A comprarli, attraverso una sottospecie di partita di giro, è sempre la Regione, attraverso l’Asl 3 di Pistoia, che se ne aggiudica una buona parte. Ma non basta, perché la Regione decide di sborsare altri 6 milioni di euro a favore delle Terme di Montecatini, liquidabili in due comode tranche da 3 milioni l’una (la prima quest’anno, l’altra il prossimo). Ma per far ripartire i cantieri ne mancano ancora 8. Vogliamo scommettere su chi li pagherà?

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