Lavoro, la Regione si fa soffiare l’ex Eaton di Massa a sua insaputa

Dopo 5 anni di stallo terreni e capannoni sono stati comprati da un imprenditore locale, mandando all’aria il piano di riqualificazione industriale messo in piedi dal Governatore. Che aveva già destinato all’operazione 5 milioni di euro. A piedi i 300 ex dipendenti. Chiurli (Democrazia Diretta): “Ora assessore e Consorzio Zia dovrebbero andare a casa”

 

Non sono serviti a niente 5 anni di trattative, né tantomeno 5 milioni di euro di risorse pubbliche impegnati dalla Regione Toscana, che per anni ci ha raccontato che nessuno era interessato a comprare l’area industriale dell’ex Eaton di Massa.

Dopo anni cassa integrazione, disoccupazione eccetera, fino all’esaurimento di qualsiasi ammortizzatore sociale, i 300 ex dipendenti si ritrovano nuovamente a piedi. Il terreno è stato acquistato da un imprenditore locale (a prezzo pieno: 9 milioni di euro) che ci investirà in tutto 15 milioni per farne il cuore della propria azienda di oli e lubrificanti.

Nessun vincolo nei confronti del territorio né tantomeno degli ex lavoratori. Nessuna clausola di riassorbimento dei disoccupati: il presidente Enrico Rossi, che fino a pochi giorni fa rassicurava il sindaco di Massa, è rimasto con un palmo di naso, così come l’amministrazione locale e il Consorzio Zia, a cui erano stati affidati 5 milioni di euro per acquisire il terreno e riaffittarlo a lotti ad eventuali imprese interessate.

L’intero piano di reindustrializzazione è andato a carte quarantotto. “Non ci stupisce che il Consorzio Zia, accusato da anni di immobilismo da parte degli stessi consorziati, abbia fallito nell’impresa”, dichiara il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta). “Quello promosso dalla Regione – continua – era un piano nato per fallire. Adesso ad andare a casa dovrebbero essere il Consorzio Zia e l’assessore regionale al lavoro Simoncini”. Che di crisi aziendali, aggiungiamo noi, non è riuscito a portarne a buon fine neanche mezza.

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