Soldi pubblici, la Regione Toscana spende 26 milioni di euro per rifare tetti, facciate e toilette

Nel piano triennale 2014-2016 gli interventi di manutenzione per le sedi regionali. A Firenze due ville da ristrutturare per quasi 13 milioni di euro. Indovinate quanto spendiamo invece per il rischio idraulico…

Immobili della Regione: non bastavano gli oltre 17 milioni di euro di spese annuali per gestire il patrimonio di uffici, magazzini e sedi di rappresentanza della Toscana. Ne servono altri 26, in tre anni, per rifare tetti, pavimenti, facciate e impianti.

E’ arrivato in questi giorni all’attenzione dei consiglieri regionali il piano triennale delle opere pubbliche dell’amministrazione, che prende in considerazione gli interventi straordinari previsti dall’anno prossimo al 2016. La copertura finanziaria? Quasi interamente tramite mutuo. 

Ecco cosa c’è dentro.

Su 26 milioni di euro di spese la stragrande maggior parte (22,5 milioni) riguarda la manutenzione dei numerosi immobili di proprietà della Regione. Spiccano tra le varie spese:

  • 7,8 milioni di euro per la ristrutturazione del complesso di Villa Basilewsky a Firenze, dove dovrebbero andare (con tanto risparmio per la Regione, dicono) alcuni uffici regionali
  • 5,140 milioni di euro per la ristrutturazione della Villa Medicea di Careggi (forse da acquisire in seguito alla Asl di Firenze)
  • 2 milioni di euro per manutenzione straordinaria e adeguamento impianti alla sede centrale di Novoli, sempre a Firenze. E un altro mezzo milione per rifare i bagni. 
  • Altri 2 milioni per l’adeguamento prevenzione incendi nella sede del Consiglio di Palazzo Panciatichi Covoni, che necessita inoltre di oltre mezzo milione per la manutenzione dell’impianto elettrico e 200mila euro per il tetto.
  • Pavimenti nuovi in un’altra sede degli uffici del Consiglio regionale (Palazzo Bastogi) per un ulteriore mezzo milione.
  • Mezzo milione di euro richiesto anche per la realizzazione di una centrale tecnologica e impianti a Villa la Quiete, sempre a Firenze, sede acquisita di recente su cui la Regione ha già investito diversi milioncini. 

In tutto ciò fanno un po’ impressione le cifre destinate alla prevenzione del rischio idraulico: 480mila euro per l’adeguamento dell’argine del Fiume Magra, 2,7 milioni in tre anni per il ripristino del reticolo idraulico all’Elba, 242mila euro nel 2016 per l’adeguamento degli argini del fiume Versilia. Ma d’altronde, alla prevenzione delle alluvioni ci penserà qualcun altro. 

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