Dopo la Sardegna, altri 6 milioni di italiani a rischio alluvioni

Mentre ancora piangiamo la strage provocata dal ciclone che si è abbattuto sulla Sardegna, i geologi lanciano l’allarme: più di 6 milioni di italiani sono esposti alle alluvioni, mentre circa un milione sono a rischio frane. Cosa stiamo facendo? La Toscana, tanto per cominciare, ha scelto di non firmare il protocollo d’intesa con l’Ordine nazionale dei geologi.

Sfuggendo alla caccia al capro espiatorio del giorno dopo la tragedia, cerchiamo di capire cosa possiamo fare. Innanzitutto è inutile, anzi dannoso, addossare tutta la colpa ai cambiamenti climatici: secondo quanto afferma il presidente del Consiglio nazionale dei Geologi Gian Vito Graziano una grande responsabilità ce l’ha anche “l’urbanizzazione sfrenata ha eroso dal 1985 ad oggi ben 160 km di litorale”.

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I dati ISPRA indicano che ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli. Per non parlare degli incendi, il 72% dei quali risulta essere di natura dolosa, il 14% di natura colposa e il restante 14% di natura dubbia. “Da tempo i geologi – conclude il presidente – chiedono l’istituzione di una commissione che possa affrontare tali problematiche così come fece la Commissione De Marchi”. Ma la commissione ancora non si vede.

I geologi, comunque, hanno fatto la propria parte mettendosi a disposizione di Regioni ed enti locali in qualità di “sentinelle del territorio”. In pratica ogni professionista ha una zona da monitorare e si attiva non appena scatta l’allerta meteo. In caso di allarme decide, di concerto con le amministrazioni locali e le forze dell’ordine, in merito alle misure da prendere per mettere in sicurezza i cittadini.

Tutto ciò praticamente gratis. Il protocollo d’intesa, infatti, prevede solo il rimborso spese dei professionisti coinvolti. Un’inezia in confronto agli investimenti che in realtà andrebbero affrontati per mettere in sicurezza il territorio. Eppure la Regione Toscana il protocollo dei geologi non lo ha firmato. (leggi la mozione di Democrazia Diretta)

Ricordiamocelo la prossima volta che il Presidente Enrico Rossi griderà allo scandalo dei mancati trasferimenti governativi o alla disgrazia che non poteva essere prevista.

Photo credits: http://www.giornalettismo.com

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