L’Europa minaccia di non restituire all’Italia 29 miliardi di euro. Ma sono soldi nostri

Dal 1° gennaio 2014 Bruxelles potrebbe chiudere i rubinetti, a causa di una clausola voluta dalla Germania e accettata dal Governo Monti. A rischio il totale dei fondi strutturali destinati alle Regioni. Eppure l’Italia è il terzo finanziatore dell’Ue e ogni anno versa più di quanto incassa.

Ci siamo fatti prendere in giro ancora una volta dall’Unione Europea. Mentre Letta ci imbambola con la privatizzazione delle grandi società partecipate italiane, misura che dovrebbe allentare i cordoni dell’Ue sui nostri (e sottolineo nostri) investimenti strutturali, da Bruxelles arriva un nuovo monito. A partire dall’anno prossimo, se l’Italia non rispetterà i vincoli sugli squilibri macroeconomici o sul deficit di bilancio eccessivo, l’Europa congelerà i fondi strutturali destinati alle Regioni. (qui un articolo in merito comparso sul Sole24Ore)

FURTO DA 29 MILIARDI. E’ la nuova burla della Germania nei confronti dell’Italia. La clausola, detta della “macrocondizionalità”, prevede appunto che l’intero Paese rispetti determinati vincoli, pena il taglio dei trasferimenti anche per le Regioni virtuose. Parliamo di un pacchetto da 29 miliardi di euro: a tanto ammontano complessivamente i fondi strutturali della programmazione 2014-2020.

POLITICHE DI COESIONE? E il bello è che questi fondi (parliamo di Fesr e Fsr, essenzialmente) servirebbero ad attuare le cosiddette “politiche di coesione” in Europa.

“La coesione economica e sociale è da molti anni uno degli obiettivi prioritari dell’Unione europea. Promuovere la coesione: l’Unione favorisce infatti lo sviluppo armonioso, equilibrato e duraturo delle attività economiche, crea occupazione, contribuisce alla tutela dell’ambiente ed all’eliminazione delle ineguaglianze tra uomini e donne. Per portare a termine l’impegno di coesione economica e sociale la Commissione ha creato strumenti finanziari; Fondi strutturali e Fondo di coesione. Questi fondi sono destinati a cofinanziare negli Stati membri interventi regionalizzati o orizzontali”.

Così si legge nel sito dell’Unione Europea. Epperò se uno Stato ha bisogno di quei denari, proprio perché non se la passa benissimo, l’Ue chiude i rubinetti e chi si è visto si è visto.

DA DOVE ARRIVANO I SOLDI EUROPEI. Ma i fondi strutturali dell’Ue chi li finanzia? Qui casca l’asino: NOI. Ebbene sì, l’Italia è il terzo finanziatore dei bilanci “stellati”, dopo Germania e Francia. Contribuiamo ogni anno con il 13,9% dei 134 miliardi di euro di budget europeo: il che significa che circa 18 miliardi di euro prendono il volo ogni anno verso Bruxelles. Un viaggio sola andata.

VERSIAMO PIU’ DI QUANTO INCASSIAMO. Inoltre, insieme a Inghilterra, Spagna e le già citate Germania e Francia, siamo “contribuenti netti al bilancio”: in altre parole, versiamo nelle casse europee più soldi di quanti riusciamo a incassare. Eppure l’Ue si può permettere di minacciare di non renderci neanche ciò che ci spetta di diritto.

Se vuoi approfondire il tema “Come si finanzia l’Unione Europea” leggi l’ articolo di Marco Zatterin su La Stampa

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