Quanto ci costa Siena Capitale della cultura? 40 milioni di euro

E poi dicono che con la cultura in Italia non si mangia: a quanto pare c’è qualcuno che fa lauti pasti. La candidatura della città del Palio a Capitale europea della cultura nel 2019 ci è già costata oltre un milione di euro di risorse regionali. Ma in caso di vittoria il conto sarà parecchio più alto. Ne vale la pena?

Un budget da 72 milioni di euro per cominciare, a cui si dovrebbero aggiungere finanziamenti privati (tra i main sponsor, il solito babbo Monte dei Paschi). A tanto ammonta la copertura economica del progetto per Siena Capitale europea della cultura nel 2019, in caso di vittoria. Di questi 72 milioni oltre la metà (40) arriveranno dalle casse della Regione Toscana, che ha già drenato 1,1 milioni di euro per la corsa alla candidatura della città del Palio. Davvero abbiamo tutti questi soldi da spendere? E per cosa li stiamo spendendo?

SIENA CAPITALE. Sul sito che promuove Siena Capitale si legge in sintesi il dossier della candidatura. Il concept è questo: Il patrimonio culturale intangibile senese come piattaforma di innovazione sociale. Mah. In buona sostanza si dice: “non ci candidiamo in virtù del nostro patrimonio artistico e storico, ma per il patrimonio culturale che abbiamo e che potrebbe far ripartire la nostra economia”. Gli obiettivi che Siena si propone dall’eventuale vittoria, infatti, sono prevalentemente di ordine economico.

Sempre sul sito si legge che Siena ha bisogno di diventare Capitale Europea della Cultura per: creare nuove imprese, anche sociali, non solo nelle industrie culturali e creative, nuovi posti di lavoro, attrarre investimenti, aumentare il numero dei visitatori. Tutti obiettivi legittimi, per carità, ma ci aspettavamo qualcosa di più.

CAPITALI PASSATE E FUTURE. Attualmente sono Capitali della cultura Kosice (Slovacchia) e Marsiglia (Francia), mentre l’anno prossimo toccherà a Umeå (Svezia) e Riga (Lettonia), nel 2015 a Mons (Belgio) e Plzeň (Repubblica Ceca), nel 2016 a Donostia-San Sebastián, Spagna e Wrocław, Polonia, nel 2017 Aarhus, Danimarca e Paphos, Cipro, mentre nel 2018 sarà la volta di Paesi Bassi e Malta. Nel 2019 insieme all’Italia sarà il turno della Bulgaria.

Tra le italiane è già toccato in passato a Genova e Firenze (edizione che non ha lasciato il segno, se non per evidenti problemi burocratici… ma era il 1985).

Leggendo i resoconti di chi ci è passato prima di noi emerge un quadro con luci e ombre. C’è chi ha saputo sfruttare al meglio l’occasione e chi l’ha trasformata in un fallimento a 12 stelle. Quel che è certo è che intorno alla Capitale della Cultura di turno girano parecchi soldi. Ci auguriamo che non siano solo i nostri, quelli pubblici.

2 pensieri su “Quanto ci costa Siena Capitale della cultura? 40 milioni di euro

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