Renzi, il vecchio che avanza. Ecco chi è il nuovo reuccio del Pd

Plebiscito per il sindaco di Firenze alle primarie del Partito democratico. Sembra che nessuno si ricordi più del metodo con cui Renzi si è fatto largo nel sistema di potere fiorentino prima e romano poi. O della condanna in primo grado per danno erariale.

Come diceva Tancredi nel Gattopardo, bisogna cambiar tutto per non cambiare niente. Cosa è cambiato “cambiando verso”, come recita lo slogan di Matteo Renzi nella corsa alle primarie Pd? Un bel nulla. Oggi il sindaco di Firenze sbandiera una squadra fatta di giovani. Ma a parte il dato anagrafico, di novità ce ne sono ben poche. Anzi, si intravede lo stesso metodo della vecchia classe dirigente, nell’utilizzare la cosa pubblica per raggiungere i propri scopi e sistemare gli amici. 

Facciamo un passo indietro.

Nessuno ne parla più, ma nel non troppo lontano agosto 2011 Renzi è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti della Toscana per danno erariale. Alla base del procedimento l’assunzione in Provincia di quattro persone in categoria D anziché C, in violazione delle disposizioni riguardanti la contrattazione collettiva del comparto.

Renzi ha impugnato la sentenza, ma nel frattempo si è messa a indagare anche la Procura di Firenze, per capire quanto ci sia di vero nelle denunce sugli sprechi di Renzi all’epoca in cui era presidente della Provincia di Firenze, avanzate dai suoi avversari politici. Già consapevole del potere dei media, dal vertice della Provincia Renzi mette in piedi un piccolo carrozzone unicamente mirato a curare la sua immagine, la Florence Multimedia, ufficio stampa multimediale che nell’arco di 3 anni paga fatture per 9,2 milioni di euro a un’impresa privata di Matteo Spanò, vecchio amico di Renzi (e capo scout come lui) e già manager della stessa Florence Multimedia.

Nello stesso periodo Luigi Lusi, l’uomo del Pd addetto a pagare non sempre lecitamente le campagne elettorali dei candidati democratici, stacca qualche assegno alla Web&Press, società all’epoca di Patrizio Donnini, altro uomo di Renzi.

Le società di Donnini sono legate a doppio filo con le attività della famiglia Renzi. Come scoperto da Il Fatto Quotidiano, la società della famiglia del sindaco, la Eventi 6 Srl, condivide soci importanti con Dotmedia, altra società di Donnini (almeno all’epoca).

E non è un caso che la stessa Dotmedia realizzi buona parte del suo fatturato annuo grazie al Comune di Firenze e alle sue partecipate, curandone varie campagne mediatiche. Così dal 2008 al 2009, anno in cui Renzi diventa sindaco di Firenze, il fatturato della Dotmedia balza da 9mila a 137mila euro. 

Ma non è finita qui. Attraverso un altro gioco di scatole cinesi, il precedentemente citato Spanò riesce ad organizzare eventi per conto del Comune di Firenze appaltando costose commesse alle stesse società in cui hanno quote gli amici di Matteo.

Ecco il sistema Renzi, il vecchio che avanza.

Photo credits: InfoPhoto

Un pensiero su “Renzi, il vecchio che avanza. Ecco chi è il nuovo reuccio del Pd

  1. Pingback: Sistema Renzi: il consigliori con le mani in banca | Democrazia Diretta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...