Inquinamento, la Toscana non supera la prova

Il monitoraggio del 2012 rivela ancora pesanti sforamenti dei limiti da PM10 nelle aree cittadine. La più inquinata resta Firenze. La denuncia di Democrazia Diretta: “Peggiorato lo stato di salute delle nostre acque superficiali e di falda”.

Dati Arpat 2012, radiografia della Toscana. Cominciamo dall’inquinamento da PM10, le cosiddette polveri sottili, la cui esposizione è considerata dai più uno dei maggiori fattori di rischio tumorali. I limiti di concentrazione sono imposti per legge e sempre la legge nazionale stabilisce in 35 giorni il numero massimo consentito di sforamento del limite in un anno. Oltre questo limite si rischiano pesanti sanzioni (e qualche amministratore in Toscana è già stato chiamato in giudizio).

POLVERI SOTTILI. La più inquinata resta Firenze, con 69 superamenti del limite giornaliero di inquinamento per traffico (misurato al Ponte alle Mosse), 46 sui viali di circonvallazione e 23 all’uscita della autostrada a Scandicci. Pistoia batte tutti sull’inquinamento cosiddetto di “fondo”, prodotto cioè essenzialmente da utenze domestiche (63 sforamenti a Montale), seguono Prato con 43 giorni di superamento dei limiti, Lucca (36), Pisa (35 per traffico).

La produzione industriale incide poco su questo aspetto: si registra un solo sforamento a Livorno (6 giorni oltre i limiti imposti per legge). Le meno inquinate risultano Grosseto e Siena: qui le stazioni di rilevamento non hanno registrato un solo giorno di superamento dei limiti.

MEGLIO IN COLLINA. Facendo un bilancio “territoriale” l’agglomerato di Firenze risulta ancora una volta il più inquinato (ma non è una sorpresa), mentre sta meglio di tutte la zona collinare e montana. A metà del guado il Valdarno aretino,la Valdichiana, il Pisano e la piana lucchese. Prato e Pistoia sono poco dietro Firenze, nella classifica dell’inquinamento.

ACQUE SPORCHE. Preoccupa di più lo stato di salute delle acque superficiali. Dal punto di vista ecologico quasi l’8% è in cattivo stato e un abbondante 22% è di scarsa qualità. Dal punto di vista chimico quasi il 31% non è in buono stato. Il bacino più inquinato è, naturalmente, quello dell’Arno.

Non va meglio alle acque sotterranee: dal 2010 al 2012 si è ridotta la percentuale di acqua di buona qualità, ad oggi oltre il 50% si classifica tra non buono e buono ma con superamenti locali dei limiti.

BONIFICHE. Non è un caso, dunque, che in Toscana ci siano ad oggi oltre 3mila luoghi interessati da procedimenti di bonifica, per un totale di oltre 16.300 ettari. Oltre la metà di questi procedimenti sono tuttora in corso, mentre circa 300 sono conclusi e certificati.

RUMORE. L’inquinamento acustico, invece, interessa 64mila persone durante la notte e 45mila durante il giorno.

IRREGOLARITA’. Infine i controlli. Su 160 soggetti controllati, 82 sono le irregolarità penali riscontrate, 20 quelle amministrative. Il settore peggiore? Guarda caso la gestione dei rifiuti.

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