Rivoluzione, la parola del giorno

Scontri in piazza in tutta Italia nelle manifestazioni dei cosiddetti “Forconi”, minacce di ribaltoni da parte di Berlusconi (motivati, come al solito, dai suoi guai personali con la giustizia). Ma la rivoluzione non si fa né con gli slogan né con la violenza. Basta vedere la parabola della Lega Nord.

Scontri di piazza da Nord a Sud Italia, a causa delle manifestazioni dei cosiddetti “Forconi”. Ma quanti dei manifestanti hanno mai visto un forcone? E soprattutto: quanti di coloro che guidano i cortei? Pochi, siamo pronti a scommetterci. Le proteste di questi giorni hanno coinvolto invece una fetta di popolazione che non era abituata a scendere in piazza: il ceto medio, impoverito più dall’austerity che dalla crisi, più dal fisco che dal calo dei consumi. E i soliti furbi si sono messi alla guida di una protesta più e meno spontanea.

Movimento dei Forconi

La riprova? L’asserente leader arrivato a bordo di una Jaguar, sprezzante simbolo di una ricchezza che appartiene a un gruppo sempre più esiguo e sempre più abbiente, pronto a farsi fotografare per ottenere qualche titoletto su giornali e siti d’informazione.

Ma chi vogliono prendere in giro?

Tanto per rimanere in tema prese di giro, a minacciare rivoluzioni oggi è anche il solito Berlusconi. Le ragioni per sovvertire l’ordine? Ovvio, i suoi soliti guai giudiziari. E certo, il popolo italiano dovrebbe ribellarsi in nome di Berlusconi. A cosa, di preciso, non si sa. Al potere? Ma a incitare alla rivolta è proprio colui che il potere lo ha tenuto saldamente in mano per 20 anni. Senza fare niente di ciò che gli italiani gli avevano chiesto.

La rivoluzione non si fa né con le frasi a effetto né con la violenza. La parabola della Lega Nord insegna. E non a caso oggi il superstite leghista Salvini dichiara che i Forconi dovrebbero entrare in parlamento.

La rivoluzione si fa perseguendo riforme strutturali. Come quelle che propone Democrazia Diretta: separazione bancaria, riforma delle pensioni, interventi in favore delle piccole e medie imprese, istituzione di una commissione di inchiesta sulle attività delle banche. 

Tutto il resto è fuffa, prodotta unicamente allo scopo di incanalare il malcontento della popolazione in uno sfogo che non porta a nulla, se non a rafforzare il potere nelle mani delle solite lobby finanziarie.

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