Sulla tragedia di Prato, il solito trionfo dell’ipocrisia

Oggi in Regione Toscana il Consiglio straordinario sulla drammatica vicenda degli operai cinesi morti nel rogo di un capannone. Riportiamo per intero l’intervento di Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta).

Spero che questa seduta non sia una vera lode a nostra signora dell’ipocrisia. Sono 30 anni che tutti sanno, ci sono denunce, interrogazioni, mozioni, ma nulla è stato fatto. Perché? Possiamo fare mille chiacchiere, stracciarci le vesti, ma tutti i cittadini sanno chi sono i veri colpevoli, che anche questa volta non saranno sfiorati.

E’ giusto indignarsi, per i tragici eventi successi a Prato, ma affinché ciò non accada di nuovo è necessario affrontare la bestia nella tana. Non è certo colpa della Toscana o dei toscani se ciò è accaduto: la responsabilità è di tutti coloro che sapevano e hanno taciuto. E non parlo dei cittadini ma della politica nel suo insieme e soprattutto delle lobby mondiali che infiltrano ogni angolo di potere nella pretesa di decidere le sorti dell’intera umanità.

L’immigrazione non dovrebbe essere un problema, perché l’immigrazione non dovrebbe esserci, almeno non nel modo in cui siamo abituati a viverla. Chi sono i signori che impediscono di fatto lo sviluppo dei paesi poveri? Quali nomi e cognomi hanno i signori che impediscono le costruzioni di dighe con la scusa della protezione della lumaca, che impediscono la costruzione di canali di irrigazione e ogni altra forma di sviluppo e magari con la scusa di portare la pace fomentano guerre e lasciano i paesi distrutti e in mano ai delinquenti?

Che fine ha fatto la Carta dei Diritti dell’uomo (che noi di Democrazia Diretta abbiamo messo nel nostro Codice Etico), scritta da Eleanor Roosevelt e approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948? Dove sono questi signori delle Nazioni Unite? Forse dietro a qualche lobby farmaceutica o di armi, non certo a tutelare i diritti di questi esseri umani.

Mi vengono alla mente le parole di Papa Francesco: “Così come il comandamento ‘non uccidere’ pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire no a un’economia dell’esclusione e della iniquità. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre fa notizia il ribasso di due punti in Borsa”.

Pochi giorni fa era la Festa della Toscana. Abbiamo festeggiato con paroloni e ricordi della grandezza della nostra terra, culla di civiltà, e ricordato che la nostra regione è stata la prima ad abolire la pena di morte. Guardiamoci adesso: abbiamo permesso che succedessero i fatti del Forteto, che finirà all’italiana con chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, e ora la tragedia di Prato, che prevedo finirà ugualmente a tarallucci e vino. Prendiamo atto che non siamo più la regione di un tempo, che accettiamo gli abusi, lo schiavismo e gli accordi vergognosi con le lobby finanziarie in nome di un benessere fittizio. Ammettiamo che abbiamo perso i valori che contano, la nostra moralità, il sogno. E smettiamo di prenderci in giro.

Oppure svegliamoci, rispolveriamo lo spirito ribelle che è dentro ognuno di noi, smettiamo di essere quelle belanti pecore grigie sempre pronte ad abbassare la testa e a mordersi per una nomina. Riprendiamoci ciò che ci spetta e cioè il diritto e dovere di fare politica, nel senso nobile della parola. RIPARTIAMO DALLA TOSCANA, QUI E ORA. In caso contrario, i cittadini hanno tutto il diritto e il dovere di vergognarsi di una classe dirigente europea e mondiale che non ha nessun rispetto della vita e dell’essere umano, che con il potere politico-economico possiede tanti cagnolini scodinzolanti a cui ogni tanto lancia un osso così che essi accondiscendano a non vedere, non sentire, non parlare.

Concludo citando le parole di Junger:

Non possiamo limitarci a riconoscere il vero e il buono ai piani nobili, mentre in cantina stanno scorticando vivi i nostri confratelli. Non sarebbe lecito neanche se ci trovassimo, spiritualmente parlando, in una posizione non soltanto più sicura, ma addirittura superiore – poiché la sofferenza inaudita di milioni di schiavi grida vendetta al cospetto del cielo. Le esalazioni che emanano dagli scorticatoi continuano ad appestarci. Non sono situazioni che si possono aggirare con qualche mezzuccio”.

Gridano vendetta, signori. Ed io sono fermamente convinto che, un giorno, l’avranno.

Photo credits: Sky Tg24

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...