Sanità toscana, arriva l’attesa riforma. Ma riforma di che?

Forse saremo dei “trogloditi” anche noi di Democrazia Diretta, come il Presidente Enrico Rossi ha apostrofato quelli che non apprezzavano il nuovo ospedale di Prato (in cui peraltro piove dentro). Eppure ci sfugge la grande ristrutturazione della sanità toscana. La proposta di legge nominata “Misure urgenti per la razionalizzazione del sistema sanitario” contiene niente più che il passaggio da 3 ESTAV a una soltanto. E introduce nuove spese…

In pratica la proposta di legge regionale 293 decreta la fine degli ESTAV, gli Enti pubblici che gestiscono acquisti, appalti e assunzioni per conto delle Asl, ma sulla dimensione di area vasta. Da 3 organismi se ne fa uno solo. O meglio: dal 1° aprile intanto nasce quello nuovo (sarà mica un pesce d’aprile?), che subentrerà ai tre vecchi Enti a partire dal 1° agosto 2014. Il periodo di interregno dovrebbe servire a “mettere a posto le carte” e dare il via all’attività del nuovo ente.

Che però si presenta in tutto e per tutto simile ai 3 rottamati: l’ESTAR subentra in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi e in tutti i rapporti di lavoro. L’unica differenza è il taglio di un paio di poltrone (via 3 direttori generali, dentro uno nuovo). Al taglio, però, corrispondono nuovi oneri per mezzo milione di euro nell’anno in corso. Sufficienti a rimangiarsi il risparmio.

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