Ripresa in Toscana: nel migliore dei casi siamo rovinati

La ripresa occupazionale è lontana. Anzi, quasi inarrivabile. Secondo le previsioni saremo fortunati a veder scendere il tasso di disoccupazione sotto l’8% nel 2025. Ma dobbiamo correre subito ai ripari se non vogliamo incorrere in situazioni peggiori. Come, ad esempio, il cappio del Fiscal Compact.

L’Irpet (Istituto di programmazione economica della Regione) presenta i dati sull’andamento economico e i giornali sparano titoloni sulle 3mila imprese che sono riuscite a crescere nonostante la crisi. Ma rappresentano solo il 5% delle aziende toscane e le previsioni per il futuro sono tutt’altro che rosee.

Spulciando il rapporto prodotto dall’Istituto in occasione della conferenza di inizio anno si trovano tre possibili scenari.

Disoccupazione in Toscana

  1. Il primo, quello puramente tecnico (nel grafico è la linea nera), fa una previsione di massima considerando una situazione tutto sommato di stabilità: in questo caso si prevede una lenta (molto lenta) crescita e una ancor più lenta ripresa dei consumi, con una parallela ripresa occupazionale.
  2. Il secondo scenario, ben più realistico (linea tratteggiata), tiene conto della possibilità che le variabili in gioco (come ad esempiola propensione al consumo e agli investimenti) cambino in peggio: in questo caso si prospetta un altro decennio di stagnazione. I segnali ci sono già tutti, sia a livello toscano che nazionale. E quel che è peggio è che questa ipotesi porterebbe l’Italia a non rispettare i vincoli del Fiscal Compact in relazione al rapporto Pil/debito e a indebitarsi ancora nei confronti dell’Europa. Inutile dire che questo scenario è ben peggiore dal punto di vista della disoccupazione, che si attesterebbe attorno al 10% per la Toscana.
  3. L’ultimo scenario, quello migliore (linea grigia), include una politica “interventista”, con una mano pubblica che prende saldamente le redini della ripresa e agisce per abbattere i costi del lavoro e rendere così più competitive le nostre aziende. A ciò dovrebbe affiancarsi la ricerca di maggior indipendenza energetica, sostenuta dall’innovazione tecnologica, che avrebbe come risultato la riduzione delle importazioni in tal senso. Ebbene, anche in questo caso per vedere una ripresa occupazionale sarà necessario attendere parecchio: secondo le stime nel 2025, tra più di 10 anni, in Toscana il tasso di disoccupazione si attesterebbe all’8%, poco più di 2 punti percentuali in meno rispetto ad oggi. E stiamo parlando della migliore delle ipotesi. 

Possiamo solo augurarci che nel frattempo succeda qualcosa che l’Irpet non prende in considerazione: che le variabili volgano al meglio. Magari con l’uscita dell’Italia dall’euro.

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