Emergenza maltempo, 14 milioni di opere finanziate e ancora da avviare

A piangerci addosso siamo dei campioni, a lamentarci per i soldi che mancano, per colpa di Roma ladrona o del patto tiranno di turno siamo degli assi. A spendere quelli che abbiamo in tasca un po’ meno. Per il fiume Arno sono stati finanziate 13 opere per quasi 14 milioni di euro: 11 devono ancora essere avviate, 2 non sono neanche state progettate. La Regione Toscana ha approvato una legge per spingere sull’acceleratore, ma non è cambiato niente. Ora Democrazia Diretta chiede il commissariamento delle opere strategiche. 

Nel 1989 il Governo ha assegnato all’Autorità di Bacino dell’Arno più di 14 milioni e mezzo di euro, negli anni successivi sempre meno, fino ad arrivare ai 676mila euro del 2005. Motivo? L’Autorità non aveva ancora usato i fondi stanziati in passato. 

Da allora la tendenza non è cambiata, eppure quando le piogge si abbattono per qualche giorno in più sulla Toscana si continua a parlare di emergenza, sul fiume Arno e altrove.

alluvione

Il territorio sembra sempre più fragile, la terra toscana sembra sul punto di ripiegarsi su se stessa e cedere alle frane non appena le condizioni meteorologiche assumono le caratteristiche tipiche dell’autunno o di una primavera piovosa. E l’Autorità di Bacino dell’Arno si unisce al coro di chi si lamenta per gli interventi non attuati, chiamando in causa la frammentazione delle responsabilità.

E qui viene il punto: per ovviare a questo problema la Regione Toscana ha promulgato una legge per l’accelerazione delle opere strategiche, la l.r. 35/2011, che prevede, come extrema ratio, il commissariamento delle opere che gli enti attuatori non sono in grado di portare a termine. A cosa è servita questa legge? A poco, pochissimo.

Qualche esempio:

  • cassa di espansione dei Renai, lavoro finanziato nel 2000: 14 anni dopo siamo ancora “progettazione in corso”
  • casse di espansione Figline Valdarno, lavoro finanziato nel 2003: progetto in corso
  • cassa di espansione Poggio a Caiano, finanziamento del 2002 per oltre 500mila euro: progetto esecutivo approvato
  • adeguamento della diga di Gello (Pistoia): importo erogato nel 1994 pari a 258mila euro, lavori oggi riassegnati
  • riduzione rischio idraulico nel Comune di Quarrata: importo erogato per mezzo milione di euro nel 1999 e lavori appaltati (ma non ancora in esecuzione)
  • intervento funzionale in località Le Grazie, in carico alla Comunità Montana dell’Appennino pistoiese dal 1994: i lavori sono stati riassegnati
  • anche a Volterra, colpita dalle pesanti piogge delle scorse settimane (30 metri di antiche mura sono crollate), ci sono lavori in corso per il consolidamento del versante N-W dal 2002. 

E potremmo andare avanti per pagine e pagine. Gli interventi ultimati negli ultimi anni sono veramente pochi. E l’unica vera opera strategica realizzata per la regimazione del fiume Arno è quel lago di Bilancino che oggi la Regione Toscana vorrebbe comprare, dopo che Publiacqua ci ha costruito sopra una centrale idroelettrica e ci ha mangiato per anni.

Adesso Democrazia Diretta chiede il commissariamento delle opere strategiche per la messa in sicurezza del territorio toscano. La mozione sarà presentata oggi in Aula in occasione della comunicazione della Giunta sulle azioni da intraprendere per far fronte ai danni derivanti dall’alluvione di fine gennaio.

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