Tutto pur di non far votare gli italiani

Ci ricordiamo il risultato che era venuto fuori dalle ultime elezioni? Uscivamo già da alcuni mesi di governo tecnico, frutto di un accordo politico non dell’espressione della volontà popolare. Andammo a votare e vinse l’astensionismo. E quindi? Abbiamo perso il diritto di voto? Pare di sì. Breve riepilogo dell’assurda storia di governo degli ultimi 14 mesi.

renzi premier

Vi ricordate chi avete votato all’ultimo giro? Sforzatevi un attimo su, è passato solo un annetto. E vi ricordate chi vinse? Fu il partito dell’astensionismo, di chi oggi come allora non sapeva o non voleva votare. Chiuse le urne si passò alle consultazioni. Ve lo ricordate Bersani che si faceva bastonare in diretta streaming dal Movimento 5 Stelle? Forse lo avete giustamente rimosso. Furono le consultazioni più ridicole e forse le più lunghe della storia della Repubblica. Alla fine Bersani si arrese e salì Enrico Letta.

L’attentato durante il giuramento del Governicchio avrebbe dovuto far scattare un qualche allarme sulla tenuta sociale del Paese. Ma così non fu. Si aprirono così i 10 mesi di Enrico-Palle-d’acciaio-Letta. Dieci mesi di non-riforme, segnati dall’inciucio destra-sinistra, parole che ormai non significano più niente nel lessico politico italiano.

Così arriviamo a ieri, alla direzione Pd che ha sfiduciato il premier (ma secondo l’ordinamento italiano non dovrebbe essere il parlamento a togliere la fiducia al Presidente del Consiglio? Si vede che anche queste sono vecchie maniere passate di moda ai tempi di Facebook e delle consultazioni in streaming).

Non stiamo qui a raccontare del capitolo #coeRenzi (nel giro di pochi mesi il quasi-premier si è smentito almeno una ventina di volte). Parliamo del capitolo riforme, che ci sta più a cuore. Ricordiamoci che le ultime elezioni sono state disputate con una legge anti-costituzionale (ma almeno ci era stata data la possibilità di votare). Ricordiamoci che la prima riforma da fare era proprio quella della legge elettorale, ormai passata in cavalleria per i battibecchi interni al Pd. Ricordiamoci che l’Italia è ancora in recessione e non è stato fatto il benché minimo sforzo per dare respiro all’economia. Ricordiamoci delle pensioni d’oro, dei fantomatici tagli alla spesa pubblica mai applicati, della tanto sbandierata spending review. Ricordiamoci degli esodati, dei cassintegrati, del reddito minimo e di tante altre belle chiacchiere. Ricordiamocelo perché da domani si ricomincia da capo con le solite chiacchiere.

E cerchiamo di tenerlo a mente finché non ci sarà concesso di nuovo quel diritto sacrosanto che è il diritto di voto.

P.s.: a Firenze che succederà? Chiacchiere da bar sostengono che le primarie per il candidato sindaco di centrosinistra non si faranno, che è già tutto deciso, che la poltrona andrà all’ex vice Nardella ora parlamentare. Insomma pare che anche nel capoluogo toscano si possa fare a meno di votare. Ma sì, dato che ci siamo, cominciamo a tagliare gli inutili sprechi di denaro pubblico: eliminiamo le consultazioni elettorali e andiamo al mare nel weekend. Così sì che faremo girare l’economia.

Un pensiero su “Tutto pur di non far votare gli italiani

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