Effetto Renzi, cosa cambia nei palazzi della politica in Toscana

Com’era, com’è: nel giro di 5 anni quasi nessuno è rimasto al proprio posto nei palazzi del potere. Rimpasti di Giunta, dimissioni a effetto, passaggi da un palazzo all’altro. Ecco cosa è cambiato e cosa cambierà nel giro di poche ore.

Per un vicesindaco che va, un vicesindaco che torna. Succede a Palazzo Vecchio, dove, a poche ore dalla chiamata di Renzi al Quirinale, la vice Stefania Saccardi si incammina a passo svelto verso Piazza del Duomo, sede della Giunta regionale, mentre l’ex vice Nardella, che era migrato a Roma lo scorso febbraio, torna in piazza Signoria per riprendere il proprio posto. Ma è solo l’ultimo giro di giostra: nel corso di questi 5 anni di renzismo quasi nessuno è rimasto seduto sulla stessa poltrona.

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PALAZZO VECCHIO. In casa di Renzi non ha resistito quasi nessuno. L’ultima sopravvissuta della Giunta del quasi-premier era proprio Stefania Saccardi, già in quota Regione da qualche settimana. Il trasloco da piazza Signoria a piazza Duomo era stato fissato per oggi e così sarà, indipendentemente dall’accelerata di Renzi.

Prima di lei avevano lasciato il loro scranno nel Salone de’ Dugento Barbara Cavandoli (assessore allo Sport, prima vittima del decisionismo renziano che aveva colpito lo Stadio), Angelo Falchetti (era al bilancio, fu trasferito alla Mercafir), il filosofo Giuliano Da Empoli (sostituito alla cultura da un altro filosofo – un po’ meno prestante – il prof. Givone), Cristina Scaletti (reclutata in Giunta da Enrico Rossi e ora pronta a far di nuovo le valigie), Massimo Mattei (travolto da uno scandalo escort in salsa fiorentina), Claudio Fantoni (che sbatté la porta su alcune delibere senza copertura di spesa in ambito di politiche per la casa), Dario Nardella (“promosso” deputato), Rosa Maria Di Giorgi (anche lei “passata” onorevole). Insomma, della mandata originale non è rimasto nessuno e il sindaco non si fida a lasciar lo scettro a nessuno dei nuovi cooptati. Dunque: torna a casa, Dario.

PALAZZO MEDICI RICCARDI. L’effetto Renzi si è avvertito anche alla corte del Presidente della Provincia Andrea Barducci: alla volta del parlamento sono partite un annetto fa la vice Laura Cantini e l’assessora al lavoro Elisa Simoni.

PALAZZO STROZZI SACRATI/PALAZZO PANCIATICHI. E’ in campo “nemico” che Renzi ha fatto più vittime. In casa di Enrico Rossi molti equilibri sono cambiati dall’inizio della legislatura, sfalsata di un anno rispetto a quella del Comune. Dal 2010 ad oggi solo 4 assessori su 10 hanno tenuto la posizione: Anna Rita Bramerini, Gianfranco Simoncini, Anna Marson, Gianni Salvadori. Hanno lasciato spontaneamente Scaramuccia (che di fronte alle tragiche casse della Sanità toscana ha preferito far ritorno al privato) e Nencini (entrato in Parlamento). Quasi cacciato l’assessore ai trasporti Luca Ceccobao. Farà posto alla Saccardi, invece, l’assessore “più rosso” di Rossi: Salvatore Allocca. In partenza anche la vice Targetti e l’assessore a cultura e turismo Cristina Scaletti (per la quale pare sia pronto un altro incarico). Al posto della prima dovrebbe arrivare un volto nuovo, quello di un ricercatore di Bankitalia, Emanuele Bobbio. In Aula, invece, si attende il terzo cambio al vertice del Gruppo Pd: dopo la staffetta tra Bugli (che ha preso in mano il bilancio regionale) e Ruggeri, anche quest’ultimo è destinato a lasciare il palazzo per tornare nella natia Livorno a fare il sindaco. Chi prenderà lo scettro? Per il momento non è dato sapere, tanto più che i democratici regionali sono quanto mai divisi tra renziani e non renziani. E i secondi non avranno vita facile da domani.

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