Ferrovie, Moretti annuncia investimenti miliardari. E chi paga?

Il nuovo piano industriale di Fs prevede 24 miliardi di euro di risorse, di cui solo 8,5 autofinanziati. E per il resto chi pagherà? Noi, come al solito. Sul ricco bottino solo 3 miliardi destinati ai pendolari, il resto va su alta e altissima velocità (treni che andranno a 350 km/h) e Grandi stazioni. Mentre l’ad Moretti continua a fare lo sbruffone: “Se c’è di meglio me ne vado”. Avanti il prossimo!

moretti dimettiti

Investimenti miliardari su servizi supercostosi e pochi spiccioli per i trasporti regionali: il piano industriale per i prossimi anni di Ferrovie dello Stato non riserva grosse sorprese. Non ci aspettavamo niente di meglio dall’Ad del Gruppo Mauro Moretti, a cui abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere di liberare gentilmente la poltrona.

Se 850mila euro annui (lo stipendio del nostro supermanager ex sindacalista Cgil), cosa ne pensate di 24 miliardi di euro? Tanto prevede di investire nella rete ferroviaria Moretti. Aspettate a esultare perché la sorpresina non è neanche tanto nascosta: di questi 24 miliardi solo 8,5 sono in autofinanziamento. Il resto? Si paga a caro prezzo. E il debito pubblico? Dopo aver prodotto 388 miliardi di debito, Moretti garantisce che a questo giro l’indebitamento causato dalle Ferrovie avrà uno zero in meno: “solo” 300 milioni.

Ma non è finita qui: su 24 miliardi, direte, ci sarà spazio per lauti pasti sulle linee regionali. E invece no, cari: per i pendolari ci sono solo 3 miliardi in 3 anni. Il resto è per progetti faraonici come alta e altissima velocità: treni che sfrecceranno a 350 km orari sulla linea Roma-Milano e che faranno incrementare ancora gli incassi di Fs, a suon di biglietti a doppia e tripla cifra.

Eccerto perché, come ci ha ricordato il buon Moretti, Trenitalia è un’impresa e come tale punta a fare utili. Ogni tanto non sarebbe male se qualcuno gli ricordasse che si tratta sì di una Società per azioni, ma completamente pubblica, cioè di proprietà e al servizio dei cittadini.

Come tale, caro Moretti, dovrebbe rispondere alle esigenze dei più (chi si sposta ogni giorno sulle linee lente per raggiungere il luogo di lavoro) piuttosto che dei meno (chi si può permettere di spendere qualche centinaio di euro per andare da un capo all’altro dell’Italia in poche ore). Si tratta di un principio basilare della democrazia. Ah già, ma che parola strana democrazia.

Ci auguriamo che il vento di novità di Renzi premier sia in grado di buttar giù Moretti dalla seggiola. Ma temiamo che si tratti solo di uno starnuto primaverile (per non dir peggio).

Leggi la mozione per le dimissioni di Mauro Moretti

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