L’incredibile bilancio dell’Azienda per il diritto allo studio: 101 milioni di spese e non sentirli

Su una spesa prevista per oltre 100 milioni, solo 28mila euro di materiale informatico, contro 86mila di vestiario (abbiamo forse le divise come al college?), 3 milioni per pulire decine di sedi e residenze universitarie, quasi 10 milioni per far funzionare le mense e 37 milioni di euro in tre anni per interventi di manutenzione. Tra le pieghe del bilancio dell’Azienda regionale per il diritto allo studio c’è di tutto e di più.

studente

Immobiliare DSU all’appello: dopo lo scandalo degli investimenti immobiliari (leggi l’articolo: Quante case si comprano con 14 milioni? Per l’Azienda al Diritto allo Studio una sola), l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario torna a far parlare di sé. Stavolta al vaglio del Consiglio regionale c’è il bilancio previsionale 2014 e pluriennale. Le spese superano la soglia dei 100 milioni di euro, il pareggio di bilancio è messo in dubbio anche dal collegio dei revisori dei conti e il piano triennale delle opere pubbliche è da far invidia a quello della Giunta regionale.

Solo per acquisti e manutenzioni di residenze studentesche e mense universitarie si mettono in cantiere interventi per 37 milioni di euro in tre anni. La nuova residenza universitaria di Pisa costa da sola 13,5 milioni di euro (arredi esclusi). 

mensa

Tra i costi della produzione si trovano voci da punto interrogativo:

  • Ad esempio fa specie vedere che il materiale informatico che si acquista equivale a soli 28mila euro contro gli 86mila di vestiario (VESTIARIO?? Non sapevamo che nei nostri Atenei si usasse la divisa come nei college USA) 

college

  • Le spese di pulizia sfiorano i 3 milioni di euro l’anno, ma non stupisce, considerando la quantità e la vastità degli immobili in uso e di proprietà del DSU.
  • A fronte di ciò si potrebbe pensare che quantomeno non paghiamo affitti. E invece i costi per godimento di beni di terzi valgono 641mila euro l’anno, di cui 349mila di fitti passivi e 119mila di spese condominiali.
  • La voce “servizi vari” non meglio identificati contiene spese per oltre 100mila euro in un anno.
  • Completamente azzerati gli assegni per gli infermieri (per contro aumentano le borse di studio, ma non è la stessa cosa).
  • Il servizio ristorazione costa complessivamente 9,9 MILIONI DI EURO nel solo 2014 a cui si aggiungono 3,5 milioni di euro di acquisti di beni alimentari.

Speriamo almeno che a mangiare non siano sempre i soliti noti.

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