TAFTA, la Toscana se ne frega. E condanna i nostri prodotti tipici al macello

Arriva in Consiglio regionale la mozione presentata da Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) per dire no al trattato USA-Unione europea che ci priva di un altro pezzo di sovranità popolare e autorizza le multinazionali a portare in tribunale gli Stati per mancati introiti. Ecco un breve resoconto del vergognoso dibattito andato in scena in Aula.

Di TAFTA non se ne parla sui giornali, anche solo trovare qualcosa in rete è un’impresa ardua. Eppure si tratta di un accordo dalle ripercussioni enormi sul nostro sistema economico e sul nostro concetto di Stato sovrano, se ancora se ne potrà parlare in futuro. Dopo l’illustrazione della mozione (leggi il testo) contro la firma del Trattato noto come TAFTA da parte del consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta), ha inizio il dibattito in seno al Parlamento toscano. Ecco com’è andata questa mattina:

Spinelli (Pd) chiede rinvio in Commissione politiche europee (alcuni aspetti condivisibili ma da approfondire).

Romanelli (Sel) si dice d’accordo sul rinvio purché se ne discuta davvero, la questione è seria e consistente, non va messa nel cassetto

Taradash (Ncd) consiglia astensione sul tema: “Siamo ignoranti su questo trattato, non ne abbiamo mai discusso, so solo che il cosiddetto trattato viene osteggiato da estrema sinistra e movimenti nazionalisti”.

Chiurli (Democrazia Diretta) rifiuta il rinvio in Commissione, alla luce dei rinvii precedenti, che hanno significato solo l’insabbiamento degli atti (vedi uscita dall’euro) e anzi chiede il voto elettronico.

Donzelli (Fratelli d’Italia): “Voteremo convintamente a favore di questa mozione. Ci sono problemi di sovranità a più livelli in questo Paese. Siamo al terzo Governo non eletto, a chi risponde? Non ai cittadini. Questo parlamento toscano, invece, è stato eletto dal popolo e deve rispondere al popolo. Si tratta di difendere le peculiarità della nostra Regione, riguarda le nostre produzioni tipiche, sul made in Italy e sul made in Tuscany. Sui trattati commerciali non si può dire che non ci riguardano. L’economia in campo alimentare porta anche la difesa del suolo. Non possiamo essere superficiali e dire che non riguarda la Toscana, perché tutto questo ci riguarda”. (e avalla la richiesta di voto elettronico)

Romanelli insiste per modificare mozione, affinché la questione venga posta dalle istituzioni italiane in Commissione europee, non che venga posto come un prendere o lasciare. Voglio comunque lanciare un segnale: abbiamo eletto tanti presidenti operai che poi hanno firmato i trattati senza render conto a nessuno. Pur non condividendo del tutto l’approccio, voterò a favore per dare un segno in questo senso.

Staccioli (Fdi): “Credo che questa mozione vada votata oggi. Abbiamo visto com’è andata con il MES, abbiamo rinviato la discussione, poi il Presidente del Consiglio Monti, non eletto dal popolo, ma nominato da Napolitano, ha ratificato il Meccanismo europeo di stabilità il 31 luglio, senza che se ne fosse discusso. E’ un meccanismo pericoloso e ne abbiamo avuto la conferma in Commissione d’indagine sulle criminalità organizzate. Sono convintissima di questa mozione portata in Aula dal collega Chiurli, dobbiamo difendere la nostra produzione”.

Taradash: “Non sopporto che si parli in quest’Aula di Napolitano come di colui che ha commesso crimine nel nominare i premier non eletti. I premier nominati sono confermati dal Parlamento. E’ il Parlamento che ha avallato questa situazione, con amplissima maggioranza”.

E dopo la lezione di diritto la ciliegina sulla torta: Spinelli si attacca a un cavillo sulla mozione per dichiararla “a rischio ammissibilità” e così annunciare astensione gruppo Pd.

Pd si astiene, Romanelli e Sgherri votano a favore, Fdi a favore, Ncd (compresi gli ex leghisti), Forza Italia e Italia dei Valori si astengono. E la mozione non passa. Un’altra occasione persa dalla Toscana per dire la sua su qualcosa che conti davvero.

2 pensieri su “TAFTA, la Toscana se ne frega. E condanna i nostri prodotti tipici al macello

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