Il tesoretto del Consiglio regionale della Toscana: poltrone e opere d’arte per 7 milioni di euro

Tra sedute “piroettanti”, complementi di arredo di design, accendisigari e microfoni da tavolo il Parlamentino toscano può contare su un patrimonio di notevole consistenza, impreziosito da più di 500 opere d’arte. Ma se il conto fosse gonfiato?

Circa 7 milioni di euro: a tanto ammontano il patrimonio di beni mobili del Consiglio regionale della Toscana. Un tesoretto accumulato nel corso degli anni che cela più di una sorpresa.

Igor Mitoraj Nascita di Venere

UN MUSEO SEMI-PUBBLICO. Sono 544 i beni inventariati tra opere d’arte e di rilevanza storica, per una collezione che sfiora i 2 milioni di euro.

Tra questi si trovano opere di Talani, Possenti, Scatizzi, Alinari, una fotografia di Oliviero Toscani valutata 30mila euro, un bronzo di Mitoraj dal valore di 40mila euro, alcune sculture di Onofrio Pepe e Gigi Guadagnucci, una di Folon, la Vespa dipinta da Ghelli, una installazione di Anna Chromy e Alberto Bartalini valutata 50mila euro e via dicendo.

poltrona rossaARREDI CURIOSI. Oltre 9mila i beni mobili e strumentali, per un totale di 2,1 milioni di euro di valore inventariato.

Ma se per le opere d’arte le valutazioni possono subire variazioni, ma appaiono tutto sommato riconducibili alle stime ufficiali reperibili sui siti internet specializzati, per i complementi d’arredo l’attribuzione del valore sembra seguire un’unica regola: al rialzo.

Difficile pensare, infatti, che un divano in pelle (ormai usurata) acquistato nel 2003 possa valere 200 euro, nonostante abbia ospitato le terga di illustri consiglieri nel corso degli ultimi 10 anni. Scorrendo la lista si trovano una serie infinita di sedie, poltrone e poltroncine (oggetto che – si sa – sta molto a cuore alla politica), armadi da 800 euro e cassettiere su ruote da 250, sedie girevoli con più di una legislatura sulle spalle valutate tra 50 e 100 euro, un ventilatore che ha visto più di qualche primavera valutato 80 euro, lampade a piantana tra i 50 e i 600 (??) euro (ma saranno di design? E quanto sono state pagate all’acquisto?). E ancora: un frigorifero acquistato nel 1999 e valutato oggi 70 euro (ma chi lo comprerebbe?), mobiletti portatelefono da 450 euro o portastampanti da 300. Roba che all’epoca IKEA fa sorridere.

Per i curiosi: le “sedie piroettanti in pelle nera per i consiglieri” valgono 100 euro ciascuna, le “sedie per visitatori” sono valutate quasi il doppio.

Tra i “beni di lusso” invece troviamo innumerevoli “sedie modello Roma” acquistate nel 2005, dal valore di 262 euro ciascuna, un paio di poltrone in ecopelle color senape che basterebbero a coprire un paio di mesi di affitto (650 euro l’una), svariate poltroncine serie THF Poltrona Frau di valore equivalente, poltroncine a pozzetto da 730 euro (ma il record del settore appartiene a una poltrona da 1.600 euro), un attaccapanni da 800 euro, tavoli di cristallo valutati quasi 1000 euro.

Varie ed eventuali: accendisigari in argento da 150 euro, acquistato nel 2013 (in piena austerity), gazebo e ombrelloni, tappeti di varie dimensioni, due “boe segnaletiche” da 624 euro (ma non temete non sono andate disperse in mare, sono saldamente al sicuro a Palazzo Vettori e Palazzo Bastogi, in via Cavour).

microfono doratoCOMPUTER E MICROFONI EXTRALUSSO. La lista dei “beni e apparecchiature informatiche” è ancora più enigmatica. Qui un computer del 2009 può essere valutato 1000 euro (ma munito di tastiera, sia ben chiaro) e un monitor 15 pollici del 2005 ben 222 euro, ci sono decine di proiettori da 344 euro acquistati nel 2010 e macchine fotografiche da far invidia ai passionisti. E una sfilza di stampanti di ogni genere e tipo. Il tutto per un totale di circa 3 milioni di euro.

Ma con che logica vengono fatte queste valutazioni? Seriamente pensiamo che potremmo rivendere questi beni per cifre del genere? In attesa di delucidazioni vi lasciamo con una piccola perla: nel 2013 sono stati acquistati una settantina di microfoni da tavolo del valore di 2.500 euro ciascuno. D’altronde, come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti. Sia mai che ce ne perdiamo qualcuna per strada.

 

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