Rockefeller, Rothschild, Ribolla e le stragi dei lavoratori

Dal massacro di Ludlow agli incidenti sul lavoro, cosa è cambiato dal 1914 ad oggi? I diritti dei lavoratori ce li ricordiamo solo il 1° maggio. Ma nel resto dell’anno le stragi continuano. E spesso portano lo stesso nome e cognome.

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Ieri a Ribolla, in provincia di Grosseto, si ricordava per la sessantesima volta la strage del 4 maggio 1954, quando un’esplosione aspettata e pronosticata da tempo seppellì 43 lavoratori in fondo alla miniera. Fu il più terribile degli incidenti sul lavoro nella storia delle miniere d’Italia. E rimase senza un colpevole.

La Montecatini, società che gestiva l’impianto, fece armi e bagagli e abbandonò l’attività nel grossetano e la cittadina natagli attorno. Il tribunale dichiarò che si trattò di una fatalità e nessuno fu condannato. Un epilogo destinato a ripetersi più e più volte nel corso della storia più recente.

massacro di Ludlow, minatori

Il 20 aprile ricorreva un altro triste anniversario, 100 anni dal massacro di Ludlow, una delle pagine più sanguinose della storia dell’immigrazione (anche italiana) negli Stati Uniti. Ludlow era il nome di una delle miniere dell’impero Rockefeller, in Colorado. Tra l’autunno 1913 e la primavera dell’anno successivo i minatori dichiararono sciopero per protestare contro condizioni di vita inumane e salari irrisori. I lavoratori erano immigrati di origine europea, tra cui tanti italiani.

La strategia scelta dalla famiglia Rockefeller per mettere fine allo sciopero fu semplice: John Rockefeller Jr arruolò una compagnia di uomini armati, un’auto con una mitragliatrice montata sopra e decise di “dare un esempio”. Il 20 aprile 1914, mentre nel villaggio-accampamento fatto di baracche di legno in cui vivevano i minatori si stava festeggiando la Pasqua, vennero lanciate alcune bottiglie incendiarie su tende e baracche. Poi la mitragliatrice “Death Special” aprì il fuoco indiscriminatamente sulle persone.

I feriti furono decine, 20 i morti, di cui 13 tra donne e bambini. Rockefeller Jr si difese dichiarando che i suoi uomini avevano sparato in risposta ad una aggressione da parte dei minatori. Il Congresso Usa non disse una parola, la stampa mormorò di malavoglia, nessuno fu condannato, ieri come oggi.

E ieri come oggi la dinastia Rockefeller continua a fare soldi a palate, stringendo patti con altri uomini d’affari  di dubbia moralità come il barone inglese Rothschild.

Alla Thyssen il killer si chiamava “scarsa manutenzione”, a Taranto si chiama “benzopirene”, in molti altri casi si chiama “divieto di accesso al credito” per piccole e medie imprese o “mutuo a tasso variabile” o “tassi ai limiti dell’usura”.

l'Ilva di Taranto

I diritti dei lavoratori? Ce li ricordiamo solo il Primo Maggio. E, se va bene, tre giorni dopo ma solo a Ribolla, frazione di 2mila anime nel Comune di Roccastrada, Grosseto.

Photo Credits: MinimaetMoralia

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