Come ti resuscito la società partecipata inutile

Nessun dipendente, nessun incarico, ma tre consiglieri d’amministrazione e tre revisori dei conti al lavoro e costi per 100mila euro l’anno. Il caso di Logistica Toscana Scarl, il consorzio che la Regione Toscana ha decretato di chiudere a novembre 2012 e fa rinascere oggi.

Siamo di fronte all’ennesima presa di giro colossale.

Partiamo dall’inizio: Logistica Toscana Scarl è una società consortile con sede a Firenze in via Lorenzo il Magnifico, partecipata interamente da Regione Toscana (52%), Unioncamere e Camere di Commercio varie.

Come attività “Si propone di realizzare studi e ricerche, di promuovere iniziative ed attivare progetti di logistica innovativi e di sistema al fine di favorire l’incontro tra domanda e offerta di logistica”. Quali studi e ricerche esattamente abbia prodotto nel corso degli anni non si sa perché non se ne trovano da nessuna parte, a partire dallo stesso sito della società.

Logistica Toscana è così composta: un presidente e amministratore delegato dall’evocativo nome di Giovanni Battista, due consiglieri di amministrazione (Giovanna Bianco ed Enrico Ciabatti), tre revisori dei conti. Stop. La società non ha dipendenti in organico.

Come faccia a svolgere la propria attività non è dato sapere, non si deduce dal sito né tantomeno dalla documentazione ufficiale fornita ai consiglieri regionali. Sotto la voce “VALORE DELLA PRODUZIONE” tutti i capitoli sono vuoti, tranne quello più ambiguo.

  • Ricavi delle vendite e prestazioni: zero
  • Variazioni rimanenze di prodotti in corso di lavorazione: zero
  • Variazioni lavori su ordinazione: zero
  • Incrementi immobilizzazioni per lavori interni: zero
  • Altri ricavi e proventi: 120.000 euro (ohibò)

Sotto la voce COSTI DELLA PRODUZIONE tutte le voci sono quasi tutte vuote:

  • Per materie prime, di consumo, merci: zero
  • Per godimento beni di terzi: zero
  • Per il personale: zero
  • Ammortamenti e svalutazioni: 450 €
  • Variazioni: zero
  • Accantonamenti: zero
  • Oneri diversi di gestione: 1.057
  • Per servizi: 92.611 €

Cosa ci stia dentro questi “servizi” non si sa. Ma dovrebbe rientrarci anche il compenso del Presidente e Amministratore delegato, che si aggira attorno ai 26mila euro annui. Si deduce che quantomeno l’impresa non paga affitto né utenze. Ma chi le paga al posto suo?

Ovviamente con una situazione del genere Logistica Toscana Scarl è in attivo. E (altrettanto ovviamente, verrebbe da dire) la Regione Toscana ha deciso di sciogliere la società, con l’avallo del Consiglio regionale. Questo però accadeva nel novembre 2012. Oggi, a distanza di un anno e mezzo, Logistica Toscana resuscita.

Alla prossima seduta d’Aula va in discussione un documento intitolato “Nuova disciplina di Logistica Toscana Scrl”, con il quale si dichiara che questa società in house è destinata a prendersi carico di una serie di attività strategiche per la Regione, in ambito di “promozione di investimenti in infrastrutture e logistica ed eventuale gestione” delle stesse opere in corso di realizzazione.

Inutile chiedersi dov’è la coerenza di un Enrico Rossi che prima dichiara di voler incidere sullo sviluppo degli aeroporti toscani e poi ne vende le quote. Chiediamoci invece perché è stato deciso di resuscitare una società consortile. O per chi.

Alla prossima puntata.

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