Limite al contante, quando le banche dettano legge

Lo sapevate che pagare con bancomat o carta di credito non è tecnicamente legale? L’unica moneta legale di un Paese, Italia compresa, è il contante. Eppure la politica continua a far finta di niente e mette al bando la moneta reale in favore di quella virtuale emessa dal sistema bancario. Ecco cosa è successo in Toscana

limite contante

Ore 11.45 di un mercoledì qualsiasi, in Consiglio regionale della Toscana va in discussione la mozione a firma di Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) che impegna la Giunta a fare pressione sul Governo affinché venga rimosso qualsiasi limite all’uso del contante, come già avviene in molti Paesi, a partire dalla Germania.

Negli USA il tetto alle operazioni cash è fissato a 10mila euro, in Inghilterra a 15mila (ma per restare nella legalità basta che si dimostri che il denaro è destinato alla compravendita di merci lusso come gioielli, auto, barche e via dicendo. Perfino la Spagna ha fissato la stanghetta più in alto di noi: 2.500 euro.

La legislazione italiana in materia, infatti, è una delle più restrittive in Europa e nel mondo: attraverso una serie di provvedimenti successivi concentrati negli ultimi anni, siamo arrivati alla soglia di 1.000 euro per i pagamenti in contanti.

Se non bastasse, dal 1° gennaio 2014 sono state introdotte nuove limitazioni, tra cui l’obbligo di pagamento degli affitti tramite assegno o bonifico e l’obbligo per i liberi professionisti di dotarsi di un POS per ricevere pagamenti superiori a 30 (!) euro.

Ma politici di ogni schieramento (da Saccomanni a Vendola) si sono spinti oltre, ventilando la proposta di ritoccare nuovamente al ribasso la soglia massima per i pagamenti in contanti fino a portarla a 300 euro.

La scusa utilizzata è sempre quella del contrasto all’evasione fiscale. Come se i grandi evasori fossero in alcun modo toccati da queste misure.

Il Consiglio regionale della Toscana ancora una volta si è dimostrato pavido: da ogni gruppo consiliare sono arrivati attestati di stima per l’importanza della questione sollevata, ma poi al dunque l’Aula ha respinto la mozione. Perché?

Secondo Gambetta Vianna, ex leghista ora passato nelle fila di Alfano, “la lotta all’evasione passa anche da qui, dall’evasione spicciola. Noi non siamo svizzeri, abbiamo bisogno di regole”. Marco Manneschi (Idv) si è limitato a consigliare al collega Chiurli di ritirare la mozione perché il tema è controverso. Bambagioni (Pd) ha fatto un passo indietro dichiarando che non si tratta di competenza regionale. Donzelli (FdI) è stato l’unico a cogliere il pericolo che “la società si sposti sempre più da un’economia reale a una virtuale, esponendo il cittadino a speculazioni di cui non è consapevole”. Ma ha comunque votato contro perché “sul riciclaggio di denaro bisogna prestare maggior attenzione, non si può liquidare la questione rimuovendo qualsiasi limite all’uso di contante”.

Niente da fare: mozione respinta. Così il Consiglio regionale è potuto tornare tranquillamente ad occuparsi di ciò che gli compete: qualche nomina, qualche regolamento, qualche interrogazioncina sul trifoglio nelle aiuole pubbliche e via dicendo. Do Not Disturb, Please.

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