Ecomafie, peggio della Toscana solo le regioni del Sud

Se pensavate che i reati ambientali e al ciclo dei rifiuti fossero solo affare del Mezzogiorno vi sbagliavate di grosso: la Toscana è sesta in classifica come numero di infrazioni accertate. E la Regione cosa fa? Vi raccontiamo una perla scoperta proprio ieri.

ecomafie toscana 2013

Sono state quasi duemila, per la precisione 1.989, i reati ambientali accertati in Toscana nel 2013. Una cifra che porta il Granducato in vetta alla classifica italiana, dietro solo a Campania, Sicilia, Puglia, Calabria e Lazio, regioni già tristemente note per questo fenomeno.

Le ecomafie colpiscono anche nella Toscana (in)felix e colpiscono a fondo. Tra i casi già saliti agli onori delle cronache locali e non l’inchiesta sui lavori della Tav (e sullo smaltimento delle famose terre di scavo), quella sui subappalti per il cantiere degli Uffizi (nel corso della quale è emerso un collegamento con i clan dei casalesi) e via dicendo.

Il quadro che emerge dal Rapporto di Legambiente è a tinte fosche. La Toscana appare assediata da tombaroli e ladri d’opere d’arte da rivendere a caro prezzo in un mercato sotterraneo di scala mondiale, così come da tentativi sempre più ravvicinati di infiltrazione mafiosa nell’apparato pubblico (leggasi appalti).

Ma sono i reati legati al ciclo dei rifiuti a farla da padrone: nel 2013 sono stati in tutto 412 quelli scoperti dalle forze dell’ordine. La più alta concentrazione? In provincia di Arezzo. Seguono Firenze e Siena.

E la Regione cosa fa in tema ambientale? Poco, pochissimo. Senza toccare il tema dei controlli, vi suggeriamo di confrontare le risorse che impegniamo nelle politiche ambientali rispetto alle altre strategie. Nel 2013 (dati da Rendiconto appena approdato in Commissione Controllo) la Regione Toscana ha impegnato per la strategia ambientale il 26% di quello che aveva promesso e ha liquidato solo il 12%. Percentuali ben lontane dalla spesa nel sociale (che sfiora il 90% dell’impegno) o dalle risorse liquidate per il funzionamento della macchina amministrativa (97% dell’impegno) o anche solo in favore della strategia culturale e formativa, che comunque oltrepassano il 40% delle “promesse di pagamento”.

E nel frattempo su/con il nostro ambiente ci mangia qualcun altro.

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