Società della Salute, altro che dismissione: conto da 61 milioni

Veramente vi eravate bevuti la storia della “razionalizzazione del sistema sanitario”? Ecco come vanno le cose in Toscana: i carrozzoni messi in piedi da Rossi continuano a produrre costi, le liste di attesa per le analisi si allungano all’infinito, costringendo i pazienti a rivolgersi al privato sempre più spesso. E il superticket? Lo paga solo il 29% dei cittadini.

Ci avevano raccontato che la sanità era il fiore all’occhiello della Toscana, anzi, del Paese. Che però serviva una riforma in grado di razionalizzare le spese per non farci pagare più tasse. Che alla fine saremmo stati più in salute di prima e avremmo anche eliminato gli sprechi.

A pochi mesi dalla fine della legislatura Rossi come sta la sanità toscana? Peggio di prima.

Vale la pena ricordare che la Toscana non risulta più tra le cosiddette Regioni benchmark, ovvero quelle che rappresentano il modello per le altre. Nel 2012 si sono classificate nelle prime cinque posizioni per il miglior rapporto tra qualità e costi del servizio Umbria, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Marche. Il disavanzo della sanità Toscana non è allarmante (-52 milioni di euro) ma ci pone sul piano della Sicilia (-54) e più in basso del Molise ( -33).

Al di là dei meri bilanci un dato dovrebbe indurci a riflettere: la percentuale di prenotazioni di prestazioni sanitarie esaurite entro 15 giorni in regime istituzionale è stata pari al 37%, a fronte di un 71,2% registrato per le prenotazioni in regime libero-professionale. Cosa ne deduciamo? Che il sistema soffre ancora di tempi lunghissimi, liste d’attesa infinite e il cittadino preferisce rivolgersi al privato, dove il servizio funziona. Alla faccia di tutti i proclami di Rossi e Marroni.

E la famosa lotta agli sprechi? Quante volte abbiamo sentito parlare, ad esempio, della necessità di dismettere inutili carrozzoni come le SOCIETA’ DELLA SALUTE? Ebbene, le società della salute nel solo 2013 sono state destinatarie di pagamenti da parte della Regione Toscana per 47,9 milioni di euro, a cui si aggiungono 2,2 milioni alla sola società della salute grossetana e altri 11,5 milioni al Consorzio società della salute, per un totale di 61,1 milioni di euro.

Costi che ripaghiamo a suon di ticket. Ma anche su questo aspetto la Corte dei Conti ha recentemente svelato sorprese: a pagare il superticket introdotto l’anno scorso è solo il 29% dei cittadini, mentre il restante 71% risulta esente. Vi sentite più fortunati, ora che lo sapete?

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