Strade da terzo mondo in Toscana: ma chi deve intervenire?

Collegamenti a singhiozzo tra le province di Siena e Pisa: sulle strade provinciali voragini aperte da mesi o addirittura anni. Con l’arrivo delle precipitazioni autunnali interi comuni rischiano di rimanere isolati. Allarme a Radicondoli e Castelnuovo Val di Cecina: guarda cosa abbiamo trovato lungo la via

Strade da terzo mondo in Toscana, collegamenti a rischio tra diversi comuni a cavallo delle province di Siena e Pisa. Mentre il Presidente Enrico Rossi va a giro a presentare il proprio libro “Viaggio in Toscana”, parlando di quanto è bella, produttiva e moderna la nostra regione, le strade provinciali e regionali perdono pezzi. Letteralmente.

Guardate che situazione abbiamo trovato sulla via per Radicondoli.

E nei dintorni non va meglio. Solo a titolo esemplificativo:

  • Strada provinciale SP 35 interrotta per frana tra Radicondoli e Castelnuovo Val di Cecina almeno dal 25 novembre 2013.
  • Sempre sulla SP 35 la strada è interrotta per frana in località Sesta, all’altezza dello stabilimento Enel.
  • Strada regionale SR 439 ridotta ad una sola carreggiata tra Croce di Bulera e Pomarance da oltre 6 anni (!!!)
  • Sempre la SR 439 è interrotta per evento franoso da Castelnuovo Val di Cecina verso Sasso Pisano. In questo tratto è stata aperta una variante che risulta comunque pericolosa.
  • Il ponte sul fiume Pavone necessita quanto prima di messa in sicurezza a causa di cedimenti delle spallette.

 

Le interruzioni stradali costringono i cittadini del territorio ad allungare il percorso anche di molti chilometri per raggiungere le proprie mete. Tra Montecastelli Pisano e Castelnuovo Val di Cecina il tragitto alternativo rispetto alle strade chiuse per frana risulta di 20 km più lungo, con i conseguenti disagi in termini di tempo e di denaro per i cittadini che devono ogni giorno muoversi lungo questo asse per recarsi al lavoro o accompagnare i figli a scuola.

L’accessibilità di Castelnuovo Val di Cecina risulta particolarmente compromessa: su tre strade di collegamento, solo una è attualmente percorribile, la solita SR 439, che risulta ridotta a una sola carreggiata poco più avanti.

Mentre le Province, costrette a una lenta morte per dissanguamento (di risorse e personale), tirano i remi in barca e non provvedono, la Regione cosa fa? Lo abbiamo chiesto a Rossi. Speriamo che trovi il tempo di rispondere, tra una presentazione e l’altra del suo libro.

Altrimenti non si stupisca se poi la gente reagisce così:

SP35 monito cittadini

Leggi l’interrogazione presentata da Gabriele Chiurli (Democazia Diretta)

 

Un pensiero su “Strade da terzo mondo in Toscana: ma chi deve intervenire?

  1. Pingback: Strade da terzo mondo in Toscana/2: la Regione se ne lava le mani | Democrazia Diretta

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