Legge elettorale Toscana, ecco com’è nato il Toscanellum

Una seduta di Commissione dai tratti tragicomici partorisce il Toscanellum, sistema elettorale che blinda i seggi dei cosiddetti “grandi partiti” e sbarra la strada ai più piccoli. Oltre mille gli emendamenti passati in rassegna al trotto, per arrivare alla votazione farsa entro l’orario di chiusura del palazzo (e del garage) e permettere ai consiglieri di partire per le vacanze. Mancava solo il canguro di pezza…

Signore e signori la legge truffa è fatta. Dopo due anni di riunioni del gruppo di lavoro interno al Consiglio della Regione Toscana, conclusi in un nulla di fatto, in quattro e quattr’otto la Prima Commissione liquida la nuova legge elettorale regionale.

emendamenti

Il cosiddetto “Toscanellum” passa ora all’esame dell’Aula, ma non prima del 9 settembre (a meno che non ci siano rinvii telecomandati da Roma), dopo la pausa estiva.

Così, al termine di un’estenuante seduta di Commissione cominciata alle 9.30 del mattino, alle 19.30 la legge è fatta. Dentro ci finisce di tutto, per far contenti sia Pd che Forza Italia: preferenze (ma solo di facciata), listino bloccato, premio alla maggioranza relativa, soglia di accesso in grado di tagliare le gambe ai nuovi arrivati.

Se i cittadini avessero potuto aver accesso alla seduta di ieri si sarebbero trovati di fronte uno scenario da far impallidire le ultime giornate del Senato. Eh già perché i consiglieri toscani non potevano essere da meno. E hanno replicato tutti i barbatrucchi applicati dagli onorevoli colleghi. Decine di alberi hanno finito di vivere per stampare in molteplici copie gli oltre mille emendamenti presentati (in maggior parte da Fratelli d’Italia). E qualche consigliere ha avuto bisogno di acqua con zucchero per riuscire a sopravvivere alla seduta.

La mattinata è trascorsa a discutere su fatti di natura “procedurale” (tradotto: a leggere e rileggere il regolamento interno per capire a chi spettasse l’onore e l’onere di stabilire l’ordine dei lavori). Quando il sole volgeva allo zenit alcuni consiglieri infuriati hanno abbandonato la seduta, sentendosi privati della propria libertà di parola e di iniziativa. E’ toccato ai restanti Chiurli (Democrazia Diretta), Donzelli (FdI) e Sgherri (Rifondazione Comunista) tenere la posizione fino all’ultimo, nello strenuo tentativo di difendere i diritti delle minoranze, dopo l’accordicchio stipulato tra Pd e Forza Italia. Ma il fervore messo nel compito è valso a poco contro i Renzuscones.

Così alle 7,20 di sera, alla faccia di chi a inizio mattinata prometteva di “non strozzare il dibattito”, la seduta è stata tolta e la legge approvata. E da Roma già la prendono a modello per la futura legge elettorale nazionale.

Buone vacanze a tutti, se ne riparla a settembre.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...