Processo Forteto, appello a Napolitano

Il processo al “profeta” Fiesoli e alle altre 22 persone accusate di maltrattamenti e violenza sessuale su minori presi in affidamento rischia di saltare. La prescrizione è più vicina a causa dell’assurda decisione di rimuovere il presidente della Corte. Decisione che ha del paradossale. Abbiamo scritto all’unica persona che ha il potere di intervenire: il Presidente della Repubblica.

Se non fossero bastati gli abusi perpetrati per decenni (e testimoniati non solo dalle vittime, ma anche da alcune sentenze passate in giudicato), un’altra ingiustizia si aggiunge alla lunga lista del caso che ha portato al banco degli imputati il “profeta” Rodolfo Fiesoli e altre 22 persone, accusate di gravi maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti dei minori affidati nel corso degli anni alla Cooperativa Agricola mugellana: la rimozione del giudice Bouchard che presiedeva la corte. Con il rischio che il processo finisca in un nulla di fatto. L’ennesima beffa del sistema giuridico italiano malato di impunità. Abbiamo scritto un appello all’unico organo in grado di prendere provvedimenti: il Consiglio Superiore della Magistratura.

LEGGI LA LETTERA A NAPOLITANO CON LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI 

giorgio napolitano

Mentre si moltiplicano le prese di posizione di politici (locali, solo locali), intellettuali (è di ieri la lettera firmata da 30 nomi noti) e stampa contro la decisione presa dalla Corte d’appello di Firenze nei confronti di Bouchard, la politica nazionale continua a far finta di non vedere.

Troppi i tentativi di insabbiare il caso Forteto o di abbassarne i toni: quello che emerge dal racconto delle vittime è un vero e proprio sistema. Ciò che succedeva nella “comunità” alle porte di Firenze era noto a molti, anche negli ambienti politici: qui il cosiddetto “profeta” aveva fondato una specie di setta all’interno della quale imponeva le proprie assurde regole di vita, che comprendevano la netta separazione tra uomini e donne, l’imposizione di rapporti omosessuali, i pestaggi di gruppo, le intimidazioni e gli interrogatori serali. E gli abusi sessuali nei confronti dei più deboli: i bambini già provenienti da situazioni disagiate, che venivano impropriamente affidati alla “comunità” del Forteto.

Una situazione andata avanti per oltre trent’anni, nel silenzio complice delle autorità e di politicanti che al Forteto andavano a far la spesa (gratis) e a raccogliere voti. Finché alcuni non sono riusciti a sfuggire al sistema, hanno aperto il vaso di Pandora e costituito l’Associazione delle vittime del Forteto. Di qui le prime denunce e l’avvio del processo. Che adesso rischia di finire in un bluff. Nella vergogna e nell’indifferenza di una nazione.

3 pensieri su “Processo Forteto, appello a Napolitano

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