E la Regione Toscana vara il piano anti-vigneti

Clamoroso il divieto di rempianto delle viti nel territorio che ne ha fatto il proprio manifesto. Mentre si discuteva di aeroporti e di Parco della Piana anche agli assessori era sfuggito questo passaggio. Il Consorzio del Chianti Classico e quello del Brunello insorgono.

vigne

Mentre si passavano i pomeriggi ad esaminare i pro e i contro dell’ampliamento dell’aeroporto Vespucci di Firenze e il numero degli alberi da piantare nel futuro Parco della Piana a compensazione del disagio, nelle oltre tremila pagine di variazione al Pit, con valenza di Piano paesaggistico, si nascondevano insidie ben più gravi per l’intero sistema economico e sociale della Toscana.

Pare che agli stessi assessori coinvolti (Marson, la proponente del Piano, e Salvadori, diretto responsabile dell’agricoltura) fossero sfuggite alcune frasi in grado di compromettere nientemeno che la più importante industria toscana, dal punto di vista agricolo: la produzione di vino.

Nella regione che si pubblicizza in Italia e all’estero con le immagini di colline addobbate di vigne e sempre più come la patria del turismo enogastronomico, terra del buon bere e del buon mangiare, la Regione (laddove la R maiuscola simboleggia un’istituzione più che uno status) produce un Piano paesaggistico che vieta il reimpianto delle viti e privilegia i pascoli. Sì, i pascoli, avete letto bene.

La nuova versione di green economy del Presidente Rossi ha lasciato di stucco gli imprenditori del settore. I passaggi incriminati, infatti, sono stati portati alla luce dai diretti interessati non appena il Piano è stato approvato dal Consiglio regionale (per l’adozione c’è ancora, fortunatamente, da attendere). Fin qui nessuno aveva notato niente di strano.

A sorpresa, accanto ai Consorzi del Gallo Nero e del Brunello si è schierato anche l’assessore Salvadori, titolare della delega all’agricoltura. Che però finora non si era premurato granché di sollevare la questione. Che fosse stato steso dalle tremila pagine del Pit? Possibile che nessuno finora si fosse accorto di quelle parole in grado di mandare all’aria un pezzo forte dell’economia e dello stesso paesaggio toscano che ci si prefigge di proteggere?

Qualunque sia la risposta, tra dolo e distrazione, abbiamo paura di conoscerla.

3 pensieri su “E la Regione Toscana vara il piano anti-vigneti

  1. Pingback: Piano paesaggistico, cosa c’è dietro il balletto degli emendamenti del Pd | Democrazia Diretta

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