Toscanellum incostituzionale, via al ricorso. Aspettando il referendum

Presentato l’appello al Collegio di Garanzia contro la legge elettorale regionale appena approvata dal Consiglio. Ma non finisce qui: parte la corsa alla raccolta delle firme necessarie per sottoporre il testo al giudizio popolare.

elezioni_urna

Soglie di sbarramento, listino bloccato (e nascosto), preferenze “farlocche”: sono questi i principali imputati per incostituzionalità della nuova legge elettorale toscana, licenziata dall’Aula all’alba dell’11 settembre 2014, dopo un’estenuante seduta andata avanti tutta la notte. Sul ricorso presentato da Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta), Mauro Romanelli (Sel) e dai presidenti dei gruppi consiliari di Rifondazione Comunista, Ncd, Fratelli d’Italia e Udc dovranno esprimersi adesso i sette giuristi del Collegio di Garanzia Statutaria, nel giro di 10 giorni.

Fin da subito attraverso le pagine di Democrazia Diretta e le dichiarazioni del consigliere regionale Gabriele Chiurli (leggi l’articolo più recente) avevamo messo in evidenza le numerose falle del sistema elettorale, frutto del pateracchio tra Pd e Forza Italia.

A partire dal contorto meccanismo di presentazione delle liste, che privilegia chi è dentro il Palazzo, rispetto a chi si è affacciato da poco sulla scena politica, fino alle soglie di sbarramento differenziate che impongono a partiti e movimenti di scendere a patti per forza e concludere matrimoni di facciata destinati a sciogliersi non appena varcata la soglia del Consiglio. Chi si presenta alle elezioni da solo, infatti, deve superare la soglia del 5% a livello regionale, se un movimento si presenta in compagnia, invece, gli basterà ottenere il 3% dei consensi, a patto che la coalizione superi quota 10% complessivamente.

Per non parlare del listino bloccato, rispuntato su pressione di Forza Italia, seppur in versione facoltativa e “fantasma”: i nomi dei “già eletti” non compariranno nemmeno sulla scheda, ad ulteriore beffa dell’elettore. Non bastava aver già reso di fatto depotenziato il voto di preferenza: non possiamo nemmeno sapere chi stiamo votando.

Se l’appello al Collegio di Garanzia non dovesse dare i risultati sperati (ovvero il rimpallo della legge in Commissione e poi di nuovo in Aula, riaprendo il dibattito), i ricorrenti sono già pronti a passare al contrattacco attraverso il referendum popolare. Servono 40mila firme, però, per poter sottoporre il testo al vaglio dei cittadini elettori. E la beffa è già dietro l’angolo: nei 6 mesi precedenti le elezioni non è possibile effettuare il referendum, dunque siamo già fuori tempo massimo. Chissà perché il parto di questa legge è stato così lungo…

Ma che legittimità potrebbe conservare il nuovo Consiglio regionale eletto, se i cittadini dovessero stracciare la legge?

“Se siamo i primi a violare i principi costituzionali, che sono la base della nostra società – dichiara Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) – come possiamo chiedere ai cittadini di rispettare la legge?”. Ma non è detta l’ultima parola: la politica regionale toscana potrebbe ancora redimersi. Forse.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...