Forteto, nuovo stop al processo. Se ne riparla a Natale

Nuovo rinvio per il procedimento che vede imputati il “profeta” Fiesoli e altre 22 persone per gravi maltrattamenti e violenze nei confronti di minori ospiti dalla Comunità/Cooperativa Agricola del Mugello. L’udienza è stata rimandata al 19 dicembre, in attesa che la Cassazione si esprima sulla vergognosa rimozione del Giudice Bouchard, che presiedeva la Corte.

tribunale

Ennesimo stop per il cosiddetto “Processo Forteto”, in corso – si fa per dire – a Firenze, che vede al banco degli imputati il “profeta” Rodolfo Fiesoli e altre 22 persone accusate di violenze e maltrattamenti nei confronti dei minori dati in affido alla Comunità-Cooperativa Agricola Il Forteto dagli anni ’70 fino a un paio d’anni fa, quando è scoppiato il caso.

L’udienza, in programma per venerdì 26 settembre, è stata prontamente rinviata al 19 dicembre dal nuovo Presidente Francesco Gratteri, subentrato al Giudice Marco Bouchard, ricusato in quanto “avrebbe anticipato il giudizio sul Fiesoli”.

Motivo del rinvio: “economia processuale”. Bisognerà infatti attendere fino al 16 dicembre prossimo per la sentenza della Cassazione in merito alla rimozione dal caso del Giudice Bouchard. Pertanto, secondo il nuovo presidente della Corte, sarebbe stato inutile procedere con le udienze nel frattempo.

La decisione può anche essere condivisibile, ma non possiamo fare a meno di notare che il rinvio segna un’ulteriore battuta d’arresto nel processo, gradita più agli imputati che alle vittime. I termini della prescrizione si fanno ogni giorno più vicini e l’intero iter processuale rischia di trasformarsi in un grande bluff.

Perché, ci chiediamo noi di Democrazia Diretta? Dov’è l’interesse di così tanti attori nell’insabbiare questo caso e farne uscire indenni i protagonisti? Come mai così tante forze si sono accanite sul processo Forteto affinché finisse in un nulla di fatto?

Diceva qualcuno che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre. Ci viene da pensare che nella vicenda Forteto ci sia del marcio, ancora di più di quello già emerso nelle carte processuali e nelle testimonianze delle vittime. E ad ogni nuovo rinvio questo sospetto si fa più forte.

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