Ex Eaton di Massa, l’ennesimo fallimento di Rossi

A quasi un anno dall’avvenuta vendita del terreno dell’ex Eaton di Massa e dalle solenni promesse della Giunta Rossi, nessuno degli ex dipendenti è stato reintegrato. E gli ammortizzatori sociali sono finiti. Speriamo non siano finiti anche i soldi che la Regione Toscana aveva investito nel progetto…

eaton massaA quasi un anno dalla vendita di una parte dell’ex Eaton di Massa, dopo 5 anni di stallo, e oltre un anno dalle promesse lanciate dalla Giunta Rossi, niente è cambiato per gli ex dipendenti della multinazionale e nessuno è stato riassunto dalla nuova direzione.

Avevano parlato di “vertenza storica”, di “successo inaspettato”, il Presidente Enrico Rossi e l’assessore al lavoro Simoncini avevano benedetto la Inglom sventolando un patto che prevedeva la riassunzione, previa formazione professionale, di 70 dei 300 ex operai rimasti a piedi, che per mesi avevano portato avanti il picchetto in azienda.

Ad oggi, nessuno di loro è stato reintegrato. I primi 15 avrebbero dovuto tornare in azienda entro la fine di settembre, altri 15 entro la fine dell’anno, gli ultimi 40 entro giugno dell’anno prossimo. Ma niente si è mosso in questo senso. E gli ammortizzatori sociali sono finiti da un bel pezzo.

Un capolavoro, questa “vertenza storica”. “Dopo 5 anni di stallo – ricorda il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) – durante i quali il presidente Rossi ci ha raccontato che nessuno era interessato a rilevare l’area, la Regione lancia un piano da 5 milioni di euro, che affida al Consorzio Zia (fin qui noto solo per imprese fallimentari) affinché riaffitti l’area ex Eaton a singoli lotti ad eventuali nuove imprese”.

Il Consorzio Zia però non presenta alcun piano e nel frattempo l’area viene comprata da un altro imprenditore. Siamo a novembre 2013.

Il progetto della Regione va a carta quarantotto, ma ci viene detto che a compensare il tutto ci penserà un patto sociale, che prevede il reintegro di buona parte degli operai rimasti a casa: almeno 70 avrebbero dovuto tornare a lavorare entro giugno 2015. Ma di queste promesse, al solito, non si vede neanche l’ombra. La domanda è lecita: e i 5 milioni di euro della Regione che fine hanno fatto nel frattempo?

Sono ancora in mano al Consorzio Zia, organismo para-pubblico, che è ancora in cerca di investitori…

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