Ecco come stiamo svendendo la sanità pubblica in Toscana

A pochi mesi dalla fine della legislatura arriva in Consiglio regionale il Piano Sociale e Sanitario 2012-2015 (!). Ma è già vecchio. E preannuncia di smantellare il sistema sanitario toscano, in favore del servizio privato. E le tasse che la paghiamo a fare?

Riportiamo per intero l’intervento fatto in Aula da Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta).

Credo sia inutile mettersi qui a contestare punto per punto e capitolo per capitolo un Piano socio-sanitario trito e ritrito, che la maggioranza ha tutti i numeri per approvarsi da sola. E’ tanto più inutile in quanto ci sono voluti 4 ANNI per produrre questo piano. Prima è stato presentato in Commissione, poi radicalmente cambiato, ridiscusso in Commissione solo perché il Consiglio ha puntato i piedi, infine arriva in Aula, in corsa per l’approvazione entro la fine della legislatura. Ma che piano stiamo discutendo adesso? E come facciamo a discutere di un piano che verrà inevitabilmente stravolto dalle recenti prese di posizione di Enrico Rossi?

Il Presidente Rossi ha annunciato una proposta di legge entro un mese per l’accorpamento delle Asl, che da 16 passeranno a 3, una manovra che, almeno in teoria, dovrebbe portare a un risparmio di 300 (??) milioni di euro, ma che pare più altro una trovata elettorale, un regalino da fare al premier-non-eletto Renzi che lo ha appena riconfermato sulla poltrona, un tentativo di farsi dare un buffetto dal presidente del consiglio e farsi dire bravo.

Già perché i risparmi non ci saranno. O almeno non saranno così immediati come ci vorrebbe far credere il Presidente. Basti pensare che per i direttori generali delle Asl che stanno per essere dismesse è già pronta l’EXIT STRATEGY: resteranno ai loro posti, a cambiare sarà solo il cartellino sopra la porta. Anziché direttori generali dell’Asl saranno direttori dei presidi sanitari della zona distretto corrispondente all’Asl che dirigevano. Per 3 di loro, invece, ci sarà probabilmente l’avanzamento di carriera: diventeranno direttori generali dell’Asl di area vasta. Alla faccia del risparmio.

ticket-sanitario

D’altronde è un copione già scritto e già letto numerose volte.

Lo abbiamo visto con la riforma delle Estav: per il momento abbiamo tagliato solo un paio di poltrone. Un paio di dirigenti su un bilancio multimilionario!

Se mai l’accorpamento delle Asl produrrà economie di scala e risparmi sul personale lo farà quando la riforma sarà a regime. Non basta commissariare tutte le Asl per ottenere risparmi. Ho sentito il Presidente Rossi parlare in Tv di tornare a politiche keynesiane e rooseveltiane: vorrei sapere in che modo si concilia la svendita della sanità pubblica con le politiche rooseveltiane.

Stiamo svendendo la nostra sanità, il famoso fiore all’occhiello della Toscana, il sistema sanitario pubblico. Questa manovra – come le liste d’attesa lasciate a invecchiare e allungarsi all’infinito, il superticket e altri meccanismi simili  – serve solo a smantellare il sistema sanitario pubblico per spingere i cittadini verso l’offerta privata. Il disegno è chiaro.

Smantelliamo il sistema sanitario, così sì che la Regione potrà risparmiare e rientrare negli obiettivi. I cittadini se la paghino da soli la salute.

E così sia. Ma le tasse mi volete dire che le paghiamo a fare?

Mi preme citare un piccolo episodio nel mare magnum della sprecopoli sanitaria: quello dell’ex Ospedale di Prato. Dieci anni fa la Regione firma un accordo per la realizzazione di 4 nuovi ospedali, compreso quello di Prato, tramite un project financing. L’accordo prevede che il complesso del vecchio ospedale di Prato venga venduto per 43 milioni di euro, soldi che dovranno in parte finanziare la realizzazione del nuovo ospedale. Oggi, 10 anni dopo quell’accordo, non solo non è stato venduto un metro quadro di quel vecchio ospedale, ma la stima è stata talmente ridotta che le istituzioni pubbliche dovranno versare quei 43 milioni di tasca loro. O meglio di tasca nostra: 23 milioni di euro li metterà la Regione, 12 il Comune, 5 la Provincia di Prato. 23 MILIONI DI EURO che serviranno unicamente a RIEQUILIBRARE L’ACCORDO del 2005, quando, i cittadini ci scuseranno, avevamo fatto male i conti.

Ma non bastano, perché ancora NON E’ QUANTIFICABILE la spesa di demolizione e riqualificazione dell’intera area. Con tutta probabilità stiamo parlando di altri milioni di euro che arriveranno in buona parte dalle casse regionali.

l'ex Ospedale di Prato Misericordia e Dolce

Ecco: adesso accorpiamo pure le Asl, tagliamo i servizi, risparmiamo 300 milioni di euro a scapito della sanità pubblica. Non basteranno comunque a coprire il buco dell’Asl di Massa (oltre 400 milioni di euro spariti), le spese ulteriori e inaspettate derivanti dal project dei 4 nuovi ospedali (quello di Prato è solo un esempio) e tutti gli altri sprechi diffusi.

Ecco il frutto di un quindicennio di Enrico Rossi, da assessore alla sanità prima e da presidente poi: una sanità in via di estinzione. Tra 10 anni se andiamo avanti così, cosa resterà della sanità toscana? Anzi, cosa resterà della Toscana?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...