Dove buttiamo i soldi pubblici: Siena perde la corsa a Capitale della Cultura, la Regione la premia con 40 milioni

Siena è stata battuta nella sfida a diventare Capitale europea della Cultura, ma Enrico Rossi ha deciso di erogare lo stesso il finanziamento che aveva previsto in caso di vittoria: 40 milioni di euro. Un premio di consolazione da parte della politica che ha mandato in rovina il Monte dei Paschi?

siena capitale della cultura quanto mi costi

Siena non se la passa bene in questo periodo, si sa. In Toscana si direbbe che il popolo senese è stato fatto “becco e bastonato”. Prima la batosta del Monte dei Paschi di Siena, mandato sull’orlo del fallimento proprio da quella commistione tra affari e politica che se ne era servita negli ultimi decenni, poi i prepensionamenti, la chiusura degli sportelli, la perdita dei posti di lavoro, la svendita delle quote della Fondazione. Poche settimane fa la bocciatura europea del Monte in seguito agli stress test effettuati (e non superati). E via dicendo, la disperata ricerca di nuovi fondi, il tonfo in Borsa, lo spettro sempre più concreto dell’assorbimento da parte di un’altra banca.

Se non bastasse Siena ha perso anche la corsa a diventare Capitale europea della Cultura, sfida su cui la Regione Toscana aveva già investito un paio di milioni di euro. Si trattava di un piccolo acconto su 40 milioni di euro promessi in caso di vittoria del titolo.

Ma siccome il bello non è vincere, ma partecipare, il Presidente Enrico Rossi ha deciso di premiare lo stesso la perdente Siena, erogando ugualmente il finanziamento da 40 milioni di euro.

Andranno a finanziare i progetti culturali che erano stati elaborati nel caso in cui la città del Palio fosse diventata Capitale della Cultura. E che sono già stati bocciati dai “commissari” europei.

Un premio di consolazione da parte della politica che ha mandato in rovina Babbo Monte? Un bell’esempio di politiche regionali: prima si fa un danno miliardario, poi si tenta di rimediare distribuendo qualche milioncino. Avremmo preferito che questi 40 milioni di euro fossero stati investiti nelle imprese del territorio o in chi tenta di fare impresa in Toscana. Quel che serve oggi a Siena, come a tutta la Toscana, è lavoro, non opere di bene.

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