Vitalizi ex consiglieri regionali, il bluff dei tagli e la riforma che manca

Si fa un gran parlare di abolire i vitalizi ai consiglieri regionali. In Toscana lo abbiamo fatto, eppure… non si risparmia niente. Anzi, dal prossimo giro non si sa nemmeno come si pagheranno gli assegni già compilati per i politici in pensione. Ora Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) chiede una riforma vera. 

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Ma sì, aboliamo pure i vitalizi. In Toscana lo abbiamo fatto e ci siamo anche detti “bravi” da soli. Solo che la norma vale a partire dal prossimo giro. Detto con altre parole: chi ha fatto il consigliere regionale dal 1970 ad oggi continuerà a prendere una lauta pensioncina (da 1600 euro minimo per chi ha ‘esercitato’ solo per 5 anni, a 5.000 euro al mese per chi ha retto più di tre legislature), i nuovi consiglieri, che si insedieranno alle prossime elezioni (previste a fine marzo 2015) non avranno più diritto alla pensione.

Una misura che, come capirebbe anche un bambino delle elementari, non comporta un gran risparmio per le casse pubbliche. Già perché continueremo a staccare assegni per 6 milioni di euro l’anno di vitalizi (stima per il 2015), mentre ci vorranno anni (probabilmente qualche decina) perché entri a regime il nuovo sistema “vitalizi-free”.

Al tempo stesso alla Regione Toscana verranno a mancare gli introiti derivanti dai contributi dei nuovi consiglieri (circa 1.500 euro al mese a testa), il che significa che i soldi per pagare le pensioni degli ex dovranno bisognerà trovarli da un’altra parte. Un bel problemino in tempi di coperta sempre troppo corta e di continui tagli ai servizi. Insomma l’abolizione dei vitalizi potrebbe rivelarsi l’ennesimo bluff: si tolgono i vitalizi ai nuovi consiglieri (che li avrebbero percepiti al compiere dei 65 anni), ma si continuano a pagare al battaglione degli ex e per farlo, probabilmente, si dovrà tagliare qualche altro servizio.

“Serve una riforma vera – dichiara il consigliere Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) – che incida anche sugli assegni destinati agli ex consiglieri. In questo Paese esistono diritti più acquisiti di altri: si può intervenire sulla pensione dei ‘comuni mortali’, non rivalutandola, tagliandola, tassandola, tirandola di qua e di là, ma non su quella dei politici. Il sistema non regge più: dobbiamo intervenire con più coraggio, se vogliamo che domani esista ancora una Regione in grado di erogare qualcosa”.

“Appoggerò qualunque iniziativa in questo senso in Consiglio regionale – conclude Chiurli – e sto lavorando a un’ipotesi di riforma complessiva, a partire da una riduzione dei vitalizi che stiamo già erogando: è giusto che a dare un contributo di solidarietà siano anche coloro che fin qui hanno preso molto dal sistema pubblico”.

Leggi il COMUNICATO STAMPA di Democrazia Diretta

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