Liste d’attesa in sanità, la Regione Toscana corre ai ripari. Smantellando il servizio pubblico

Sfoltire le liste d’attesa per esami diagnostici e visite specializzate si può: niente di più facile per il Presidente Enrico Rossi, basta dirottare i cittadini sul settore privato. E chi se ne importa se continuiamo a pagare sonore tasse per un sistema sanitario pubblico in costante (ma sempre più rapida) dismissione.

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Dopo le polemiche sui tempi di attesa infiniti per la diagnostica, la Regione Toscana corre ai ripari, smantellando l’ennesimo servizio pubblico: l’unica soluzione per tagliare le liste d’attesa è alleggerire i portafogli dei cittadini, deviandoli sul settore privato. A tornare sulla questione delle lunghe attese in sanità è il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta), a partire dalla situazione dell’Asl 10 di Firenze.

“Secondo quanto dichiarato dall’assessore Marroni in risposta ad una specifica interrogazione – spiega il consigliere – le uniche criticità degne di nota (e dunque di provvedimenti ad hoc) riguarderebbero le risonanze magnetiche”.

L’Asl 10 si è pertanto attivata per tamponare la situazione, da un lato estendendo il servizio in orario 19-21 e nei finesettimana, dall’altro coinvolgendo gli istituti privati convenzionati. In questo modo l’Azienda sanitaria è riuscita a fare fronte a circa 8000 esami, 4000 eseguiti nel privato e 2000 a testa tra Asl 10 e AUO Careggi. Una soluzione temporanea, assolutamente inadatta a risolvere un problema strutturale.

Ma come fin troppo spesso accade in Italia, le soluzioni temporanee fanno presto a diventare definitive. Così eccco che dallo scorso mese di novembre è stato istituito un ‘tavolo permanente’ tra Asl 10 e privati convenzionati per la gestione delle risonanze magnetiche per gli anni 2015 e 2016.

“Ancora una volta per il Presidente Rossi l’unica soluzione è esternalizzare il servizio, dirottando i cittadini verso il privato. Resta da capire perché continuiamo a pagare le tasse – conclude Gabriele Chiurli di Democrazia Diretta – a fronte di un sistema sanitario pubblico ormai in dismissione”.

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