Caso Toremar, storia del più classico inciucio all’italiana (buttato all’aria da una sentenza)

Scoppia il caso Toremar in casa Pd. Tre anni dopo la discussa privatizzazione della compagnia di navigazione, con l’assegnazione di flotta e rotte alla Moby, il Consiglio di Stato ribalta l’esito della gara: la Regione Toscana adesso dovrebbe rimettere tutto nelle mani di Toscana Navigazione, che era stata esclusa dalla gara per un presunto errore nella presentazione dei piani. Suscitando forti dubbi su pesanti pressioni politiche. Indovinate da parte di chi?

toremar-oglasa

E’ polemica sulla sentenza choc che ha decretato la fine del monopolio Moby sulle rotte nell’Arcipelago Toscano. Tre anni e 20 milioni di investimenti dopo, l’armatore Vincenzo Onorato si potrebbe veder sfilare dalle mani la flotta Toremar da un momento all’altro. Ma non è un caso se siamo arrivati fin qui, perché il caso Toremar segue il solito copione dell’inciucio all’italiana, dove interessi privati e politici si intrecciano e si prendono a braccetto. Un grande classico degli ultimi decenni, che ha ottenuto un discreto successo anche in Toscana.

Proviamo a ricostruire la vicenda. A inizio legislatura (siamo nel 2010) il neo-governatore Enrico Rossi dichiara di voler dismettere le partecipate non strategiche e dà il via a un’operazione pionieristica in Italia: la privatizzazione della compagnia di trasporto marittimo Toremar. Come mai il Sig. Rossi cominci proprio da un settore strategico come i collegamenti con le isole, non è dato sapere, tanto più che la privatizzazione di Toremar è destinata a rimanere l’unico “successo” (per così dire) di questa campagna.

L’intervento non è dei più semplici, anche perché ci entra di mezzo l’Europa con i suoi vincoli e le questioni da dirimere sono complesse. Alla gara per l’assegnazione di flotta e rotte partecipano sia Moby che Toscana Navigazione. L’offerta economicamente più vantaggiosa la presenta proprio Toscana Navigazione, che però viene esclusa dalla competizione a causa di un presunto errore nella presentazione della documentazione necessaria (le corse aggiuntive rispetto a quelle obbligatorie). Così Toremar finisce in mano a Moby, che si ritrova così in condizione di monopolio nei traghetti per l’Elba, il Giglio e le altre isole toscane.

Una situazione che puzza di bruciato da lontano. Tanto più che i buoni rapporti tra l’armatore di Moby e alcuni esponenti di spicco della sinistra italiana non sono mai stati un segreto, come testimoniano numerosi articoli di giornale, nonché le carte di alcune recenti inchieste giudiziarie che li hanno coinvolti, seppur in modo marginale.

Toscana Navigazione fa ricorso prima al Tar (che respinge) e poi al Consiglio di Stato. E a questo giro la spunta. E adesso?

“Non sembra casuale che in questi giorni il Presidente Enrico Rossi si sia astenuto da commenti, considerato anche il momento di difficoltà che sta attraversando il suo partito. Ma i cittadini toscani – sottolinea il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) – non hanno a cuore le battaglie interne al Pd. E’ ora che il Presidente Rossi prenda una posizione chiara – conclude Chiurli – nell’interesse dei toscani che dovrebbe amministrare, se non altro per qualche altro mese”.

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