Riforma Asl Toscana, Rossi sbaglia i conti: risparmi azzerati dai commissari

“Abbiamo rifatto i conti: altro che risparmi, la riforma delle Asl annunciata dal Presidente Rossi produce nuovi costi, tanto da azzerare la riduzione delle spese”. Con queste parole il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) annuncia battaglia sulla proposta di legge che accorpa le attuali 12 Asl in 3 grandi aziende sanitarie, definendola “una sparata a fini elettorali”.

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Nell’ordine di risparmiare una bella cifra (il sacrificio chiesto alla Regione Toscana dal Governo Renzi si aggira attorno ai 400 milioni di euro), il presidente Rossi ha deciso di dare un’ulteriore mazzata al sistema sanitario regionale (che – ricordiamolo – di riforme, riorganizzazioni e razionalizzazioni ne ha già subite diverse negli ultimi anni).

“La solita finta riorganizzazione finalizzata a un finto risparmio. E’ già successo nel caso delle tre ESTAV ridotte a un solo ESTAR – ricorda il consigliere Chiurli – I risparmi complessivi della manovra non erano neanche “stimabili” dalla Giunta nel momento in cui la proposta è diventata legge. Anzi, rendiconto alla mano, si è poi scoperto che nell’anno della razionalizzazione (2014) abbiamo investito nell’ESTAR unico più di quanto pagassimo per avere 3 ESTAV diversi“. Possibile che si viaggi così al buio?

Ebbene sì, perché anche in questo caso siamo di fronte a una grossa riforma i cui risparmi complessivi non sono al momento stimabili, come si dichiara fin dalla relazione tecnico-normativa.

Com’è possibile?

Semplice: si tratta solo di propaganda elettorale senza sostanza. Tradotto: intanto dico che taglio e poi se non si risparmia niente, ma si spende uguale o di più pazienza. Non è improbabile che anche in questo caso si finisca non solo per non risparmiare niente, ma addirittura per aumentare i costi inutili. Vediamo come.

Il presupposto è questo: se da 12 ASL ne faccio solo 3 risparmio, se non altro i costi dei vertici amministrativi. Fin qui sembra che tutto torni, ma invece la cosa non quadra, perché nel frattempo genero altri costi:

  • Al posto dei comitati di area vasta subentrano 3 commissari di area vasta (che ci costano in tutto 500 euro nel solo 2015, ma almeno lavorano con uno staff senza oneri aggiuntivi)
  • Al posto delle 12 ASL ne ho 3, ognuna guidata da un commissario, per altri 479.500 euro nel solo 2015. Questi “supercommissari” hanno la funzione di agevolare il processo di fusione delle vecchie Asl e la riorganizzazione complessiva.
  • Nel frattempo però le vecchie Asl vengono guidate da 12 vicecommissari, che svolgono l’ordinaria amministrazione e ci costano in tutto 1,5 milioni di euro nel solo 2015. E possono all’occorrenza assumere un soggetto esterno a testa.

Dunque: nella situazione iniziale abbiamo 38 figure apicali tra Direttori generali, direttori amministrativi-sanitari e direttori dei servizi sociali.

Nella nuova situazione le figure apicali si riducono a 18, ma dobbiamo sommarci i 12 consulenti esterni che potrebbero (e senz’altro saranno) assunti dai vicecommissari: arriviamo in totale a 30 persone. Perciò il risparmio effettivo sarebbe quello di 8 unità. Il risparmio stimato in 2,7 milioni di euro si assottiglia fino a 1,5 milioni.

Ma non è finita qui, perché cosa succede a coloro che decadono dalla funzione di direttore per far posto al commissario? Non vengono mica mandati a casa! O almeno non tutti.

Nella migliore delle ipotesi almeno 18 su 38 ritrovano posto come commissari e vice, qualcuno potrà essere chiamato come consulente (forse), ma gli altri? Chi era in forze al servizio sanitario torna a fare il suo lavoro di prima: certo, costerà meno che da direttore, ma si tratta di 20/30mila euro in meno rispetto all’indennità di direttore, ma è anche vero che il posto di direttore resta vuoto, viene preso dal commissario o dal vice. Quindi nel migliore dei casi risparmiamo al massimo un milione di euro. Nel peggiore dei casi possiamo arrivare a un risparmio pari a 2/300mila euro.

Questo per quanto riguarda i risparmi certi, poi ci sono quelli “non quantificabili”, è vero. Ma se la Giunta non è stata capace di fare nemmeno una stima, siamo portati a credere che siano alquanto volatili come risparmi. Centralizzare non sempre fa bene all’economia, se non si aggrediscono i costi veri e i meccanismi che portano agli sprechi (appalti poco chiari, project financing che si rivelano truffaldini, per non parlare del modo in cui è stato gestito l’enorme patrimonio immobiliare delle Asl, com’è emerso dalla commissione d’inchiesta).

“Non possiamo essere complici di un piano pensato con l’unico scopo di strappare qualche voto al prossimo giro – dichiara Gabriele Chiurli di Democrazia Diretta – o peggio: di strappare l’appoggio di Renzi per Rossi. Se vogliamo fare una riforma, facciamola seriamente, fuori dalle battute da campagna elettorale. Rossi ha avuto 5 anni per farlo, ma non ci è riuscito (o non l’ha voluto fare). E questi sono i fatti”.

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