Terme, l’ennesima beffa: la Regione compra impresa fallimentare per 50 milioni di euro

Le Terme di Montecatini sono un pozzo senza fondo: più che drenare i grassi in eccesso di facoltosi clienti drenano le risorse della pubblica amministrazione. Succede da almeno 10 anni. Ma ora la Regione, già socia dell’impresa che chiude in rosso un anno no e due sì, ha trovato la soluzione al problema: comprerà baracca e burattini indebitandosi con la Cassa Depositi e Prestiti. Ottimo affare, non c’è che dire: champagne per tutti!

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Dopo anni di bilanci sull’orlo del passivo, le Terme di Montecatini hanno dato il via a un poderoso intervento di ristrutturazione, sulla base di un progetto firmato dall’archistar Fuksas (già protagonista di alcuni storici flop, per dirne una il nuovo stadio della Fiorentina). Aperto il cantiere, i costi sono lievitati fino a raggiungere quota 30 milioni di euro. Cifra che, ovviamente, le Terme di Montecatini non potevano permettersi, considerati i magri risultati di bilancio.

Epperò un restauro era comunque necessario. Abbandonato il progetto Fuksas è toccato ancora una volta alla Regione Toscana, azionista di maggioranza con il 64,32% delle quote sociali, mettere mano al portafogli. Prima sottoscrivendo due aumenti di capitale successivi per 6 milioni di euro. Poi inviando un quasi-commissario (ma non chiamatelo così perché sennò il Comune di Montecatini e il presidente in carica del Cda si arrabbiano) per fare luce sui conti. Infine, conti (disastrosi) alla mano, il Presidente Rossi decide per la terapia d’urto: si compra tutto. Alla faccia dei proclami per cui “è ora di dismettere le partecipate non strategiche” e a maggior ragione quelle che producono sbilanci, anziché profitti per la pubblica amministrazione.

terme Montecatini

Costo dell’operazione: 50 milioni di euro. Cifra che ovviamente la Regione non ha così su due piedi: “dovrà indebitarsi con la Cassa Depositi e Prestiti”, dichiara il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta). “Se tutto ciò andrà a incidere sul patto di stabilità? Certo che sì. Se tutto ciò sia un’operazione opportuna? Certo che no – commenta Chiurli (Democrazia Diretta) – E quanto renderà alla Regione Toscana questo investimento? L’esercizio 2013 (ultimi dati pubblici disponibili) ha chiuso in attivo per 634mila euro, in miglioramento rispetto al 2012 (+103mila) e ancor più rispetto al 2011, che aveva fatto registrare una perdita di oltre un milione e mezzo. Il bilancio 2014 però si annuncia in salita”. E i ricavi sono strettamente collegati all’andamento dei lavori. Che per ora restano al palo, in attesa di nuova linfa.

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