Piano paesaggistico, cosa c’è dietro il balletto degli emendamenti del Pd

Ennesima figuraccia della Giunta Rossi sulla vicenda del famoso Pit. Prima presentato come “atto fondamentale” contro la “Toscana del cemento”, senza che nessuno si fosse accorto che andava anche contro la “Toscana dei vigneti”. Poi messo in croce da oltre 600 emendamenti. Riscritto due volte e infine sfiduciato dallo stesso Presidente Rossi. Perché? Un’idea ce la siamo fatta.

piano Paesaggistico toscana

Un’idea ce la siamo fatta sul Presidente Rossi, a partire dall’annosa vicenda del nuovo Piano regionale del paesaggio: il governatore toscano è sulla graticola e la sua rielezione è tutt’altro che certa. Per questo sta cercando di tirare un colpo al cerchio e uno alla botte, non scontentare nessuno, ma soprattutto non scontentare chi detiene il potere economico.

La vicenda del Pit e dell’annessa variante con valenza di Piano paesaggistico è esemplificativa.

Riepiloghiamo in breve la storia. Rossi chiama in Giunta Anna Marson, architetto, volto nuovo alla politica, ma nota per l’impegno a favore dell’ambiente. E’ Marson che scrive il famoso Pit, sull’onda dello “stop al cemento” e in aperta controtendenza rispetto alla predecessore di Rossi. Il messaggio è chiaro: avete finito di deturpare il territorio toscano senza remore, arrivano regole, paletti e controlli più stringenti.

Ne esce un documento mastodontico, tanto che i consiglieri (e a quanto pare la Giunta stessa) sono presi dallo sfinimento e si concentrano solo su 2/3 aspetti. E’ il momento dell’acquisto delle quote Sat e Adf da parte di Corporacion America, c’è già all’orizzonte la fusione degli aeroporti di Pisa e Firenze e tutta l’attenzione viene catalizzata dalle disposizioni sulla nuova pista di Peretola (che poi, per inciso, non verranno minimamente prese in considerazione dalla nuova gestione).

Così sfuggono alcuni piccoli dettagli come ad esempio lo stop alle vigne (divieto di reimpianto, in favore dei pascoli, alla faccia del Chianti Classico, del Sassicaia, e via dicendo…), o gli imponenti vincoli alle cave di marmo (stop alla coltivazione oltre una certa altezza, la cui asticella è stata spostata in su e in giù innumerevoli volte). Lo stesso assessore all’agricoltura Salvadori si infuria, come se appartenesse a un’altra giunta, il presidente Rossi viene accusato di voler uccidere le aziende toscane e la Marson finisce al centro del fuoco (compreso quello “amico” del Pd).

Arrivano più di 600 osservazioni da enti locali, associazioni di categoria, professionisti imbufaliti. Vengono in buona parte accolte e il tandem Marson-Salvadori – di nuovo d’amore e d’accordo – riscrive in parte il Piano. Ma non basta, perché la nuova stesura continua a scontentare le imprese e in particolare quelle attive nel marmo. Che importa se usufruiscono da decenni di condizioni del tutto particolari (concessioni “a vita”, canoni fissati da regi decreti e aggiornati una volta al secolo)… Sia mai che tocchiamo qualche equilibrio di soldi e potere.

Ci pensa lo stesso Rossi a riscrivere nuovamente il piano, riportando tutto com’era prima dell’avvento di Marson, grazie a un maxiemendamento che fa presentare ai suoi del Pd.

Di qui la furia dell’assessora, che minaccia dimissioni proprio sul finir di legislatura. Come andrà a finire secondo voi? Per il momento il maxi emendamento al Pit è stato ritirato, in favore di una serie di limature al piano. Tanto per annacquare il tutto, Forza Italia ha depositato altri 200 emendamenti e c’è da aspettarsi che Fratelli d’Italia faccia altrettanto. Siamo pronti a scommettere che nel momento clou mancherà il numero legale in Aula e l’approvazione del Piano salterà. Salvando Rossi a un passo dalle elezioni, nel più classico gattopardismo.

“Cinque anni per varare un Piano paesaggistico che probabilmente non vedrà mai la luce – commenta il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) – come ci sono voluti 5 anni per vedere la fine del tunnel del Piano socio-sanitario. In Toscana il patto del Nazareno è ancora vivo e vegeto. Ma siamo convinti che le prossime elezioni regionali costringeranno Pd e Forza Italia a un bagno di realtà”. Finalmente.

Un pensiero su “Piano paesaggistico, cosa c’è dietro il balletto degli emendamenti del Pd

  1. Pingback: Piano del paesaggio, Pd e Forza Italia a braccetto col partito del cemento | Democrazia Diretta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...