Guide turistiche, la Toscana si inventa il “titolificio”. Per fare un favore agli amici

Pasticciaccio nel codice del turismo: con la scusa di una direttiva europea (che però dice altro) la Regione apre alle guide da tutto il mondo, a scapito di quelle specializzate. A vantaggio delle solite agenzie di formazione, che da oltre un anno sfornano titoli validi in tutto il territorio nazionale.

guide turistiche straniere toscana

Guide turistiche sul piede di guerra in Toscana. E con buone ragioni. La Regione, infatti, con la scusa di una direttiva europea (che però lasciava ampi margini di miglioramento) ha aperto alle guide di tutto il mondo, a scapito di quelle specializzate. Non solo: si è inventata anche un “titolificio”, capace di dispensare attestazioni per esercitare il mestiere di guida turistica su tutto il territorio nazionale, in barba alle limitazioni provinciali fin qui applicate.

Torniamo un attimo indietro. L’Ue licenzia una delle solite normative dirette alla liberalizzazione delle professioni. Il risultato è che chiunque può fare la guida turistica ovunque, senza nessuna uniformità di titoli, di percorso di studi, di esperienze tra i vari Stati (come accade sempre in Europa, basti pensare ai sistemi di tassazione, di istruzione e via dicendo).

La direttiva Ue, però, lascia un margine di correzione agli Stati, specificando che alcuni siti di particolare prestigio possono essere tenuti al riparo dall’orda delle guide straniere ed essere riservati a chi è in possesso di titoli specialistici.

Lo Stato recepisce la norma con la legge 97 del 2013, stabilendo che i siti in questione dovranno essere individuati dalla Conferenza Stato-Regioni. Qui le cose cominciano a complicarsi perché si entra nella nassa delle competenze esclusive e concorrenti di Stato e Regioni.

Semplificando al massimo, però, possiamo dire che la Regione Toscana è la più sollecita nell’applicare la norma europea e apre le frontiere a tutte le guide del mondo. Non solo: chi prende il titolo di guida in Toscana può esercitare su tutto il territorio nazionale, apertura prevista dalla legge nazionale ma non in termini così assoluti.

Qui bisogna fare un inciso: prima della legge 97/2013 le guide turistiche ottenevano un’abilitazione provinciale e l’autorizzazione all’esercizio su un territorio piuttosto limitato (al massimo un paio di province).

Dall’entrata in vigore della nuova legge, non è stato chiarito se l’autorizzazione provinciale sia ritenuta valida a livello nazionale o se siano necessari altri adempimenti. Ma la Regione Toscana ha deciso di applicare subito la legge secondo i termini più permissivi. Tradotto: via libera alle guide di tutto il mondo in Toscana, a scapito di quelle che si sono specializzate qui. E via libera ai corsi di formazione per diventare guide turistiche abilitate all’esercizio in tutta Italia.

Insomma: un regalino alle agenzie di formazione, che hanno cominciato a sfornare attestati da 2000 euro in su a testa.

Il bello deve ancora venire, perché, sotto il fuoco di fila delle associazioni di categoria, la Regione è stata costretta a chiedere lumi allo Stato e a riscrivere il codice sul turismo. Invano: il codice si è arenato in Commissione fino alla fine della legislatura. La patata bollente se la passeranno i prossimi consiglieri. Nel frattempo però le guide affogano e le agenzie di formazione viaggiano a gonfie vele.

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