Paesaggio, noi stiamo con le Apuane

Domani la resa dei conti in Aula sul Piano paesaggistico. Gabriele Chiurli di Democrazia Diretta presenta tre subemendamenti per salvare le Alpi Apuane e mettere un freno allo sfruttamento indiscriminato della geotermia.

marmo-apuane

In difesa delle Alpi Apuane o dei cavatori? Dalla parte dell’ambiente o delle lobby dell’energia e del cemento? Diteci una volta per tutte da che parte state. Domani il Consiglio regionale della Toscana approverà il Piano del paesaggio (o almeno l’intenzione è quella di andare avanti a oltranza fino all’approvazione). E ancora non si è capito che posizione ha intenzione di prendere la Regione guidata da Enrico Rossi. Nella follia pre-elettorale il piano elaborato dall’assessore Anna Marson è stato prima completamente stravolto (a vantaggio delle lobby del cemento e dell’energia, concedendo un po’ più del dovuto anche ai cavatori di marmo), poi portato sul tavolo del Ministro per i Beni culturali e rielaborato. Giornali e comunicati stampa vi hanno detto che il risultato delle “giornate romane” è una mediazione tra la versione “estremista” di Marson e quella “liberista” del gruppo Pd, che nelle ultime settimane si è affaccendato a concedere una fettina di territorio da sfruttare a tutti, ma proprio tutti.

Ma non è vero.

Il risultato è solo una revisione del drafting, come piace dire ai tecnici: si è messo in bella calligrafia quello che le lobby avevano scribacchiato a margine del piano.

Il risultato è un piano che apre di nuovo all’escavazione di marmo sopra i 1200 metri di altezza (e addio Alpi Apuane), alle costruzioni in riva al mare (basta che non siano proprio direttamente sulla sabbia) e allo sfruttamento indiscriminato della geotermia (sparite tutte le limitazioni).

Un capolavoro di retorica e di campagna elettorale. Se fino a ieri il Presidente Rossi dichiarava guerra a chi voleva distruggere le montagne per ragioni economiche, oggi si dice che alla fine il paesaggio delle Apuane è anche “di natura umana” e pertanto ne possiamo fare quello che vogliamo. A poco serve la leggina-ponte per stoppare i nuovi impianti geotermici, valida solo per 6 mesi: dalla prossima legislatura si ricomincia senza pietà. E poco importa se fino ad oggi lo stesso Rossi si è vantato di aver varato per primo in Italia una legge per evitare le costruzioni nell’alveo dei fiumi: anche su questo si vedrà. Basta “contenersi” un po’, “limitare gli interventi”, “ridurre l’impatto”.

“Il maxiemendamento Pd al Piano paesaggistico non è nient’altro che una maxi-supercazzola”, dichiara Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta). E avverte: “Domani metteremo il Consiglio di fronte alla scelta: o si sta con le lobby o si sta con i cittadini toscani”.

Leggi i subemendamenti al Piano paesaggistico presentati da Gabriele Chiurli

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