Affidi facili, il caso Forteto non è isolato. Ma la Regione fa finta di niente

All’indomani della chiusura del processo che vede imputati il “profeta” Fiesoli e altri 22 appartenenti alla comunità-setta del Mugello, emerge la totale mancanza di controlli preventivi sulle coppie a cui vengono affidati i minori in difficoltà dai servizi sociali. Un sistema che genera mostri, ma che solo raramente viene denunciato. E che la Regione stessa finge di non vedere.

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Non finisce di lasciarci di stucco (e con l’amaro in bocca) il processo Forteto, in corso a Firenze, che vede imputati per maltrattamenti e molestie su minori Rodolfo Fiesoli, capo spirituale del Forteto, e altre 22 persone appartenenti alla stessa comunità di Vicchio.

Dopo le scioccanti testimonianze dell’Associazione delle Vittime del Forteto, è stata la volta dei testimoni della difesa, tra cui un ex pm del Tribunale dei minori di Firenze che ha candidamente dichiarato che “i giudici non contano niente, si limitano a ratificare le scelte dei servizi sociali” e che aveva deliberatamente ignorato le sentenze di condanna nei confronti di Fiesoli, proprio per molestie e atti di libidine nei confronti di minori ospiti della sua comunità.

Oggi si scopre dai giornali che né la Regione né l’Asl hanno mai svolto verifiche preventive sulle coppie a cui venivano affidati i minori in difficoltà. A dichiararlo è Roberto Leonetti, direttore del dipartimento di salute mentale della Asl di Firenze. Che ribadisce di aver avuto piena fiducia nel “profeta” Fiesoli. Le sentenze? “Ho pensato a un errore giudiziario”.

D’altronde dopo le condanne il Tribunale aveva continuato ad affidare minori al Forteto, perché preoccuparsi?

Il dramma è che dalle parole di Leonetti emerge chiaramente che gli organismi regionali non eseguivano controlli preventivi sulle comunità e tuttora esistono pesanti lacune. “Fino a qualche settimana fa – dichiara lo stesso Leonetti alla sbarra –abbiamo affidato giovani con problemi psichici a una comunità di Assisi.  Sono arrivate diverse denunce così siamo stati costretti a chiudere ogni rapporto con la Comunità”. E ancora non ci siamo decisi ad effettuare controlli sulle persone a cui affidiamo bambini e adolescenti. Meno male che il sistema socio-sanitario è il fiore all’occhiello della Toscana.

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