Firenze, Adf approfitta delle elezioni e dà il via libera alla pista da 2400 metri. In barba alla Regione

Colpo di scena dopo il fischio finale della legislatura: Enac ha aperto la procedura per l’ampliamento dell’aeroporto, nonostante la legge regionale imponga il limite a 2000 metri. Tutto studiato: ci sono 60 giorni per le osservazioni e la Regione ha già chiuso la normale amministrazione. Spetterà alla prossima Giunta decidere. A meno che non intervenga il Governo a impedirle anche questo.

aeroporto-peretola-firenze

Non tutte le elezioni vengono per nuocere. O almeno non per tutti. C’è anche chi approfitta del periodo di campagna elettorale e dello stop alla normale amministrazione per far passare decisioni che altrimenti sarebbero state strenuamente combattute. E’ il caso dell’aeroporto di Firenze.

Da anni si discute sull’ampliamento (necessario, per carità) dello scalo di Peretola. Il punto è: ampliamento di quanto? Da un lato i residenti della Piana fiorentina, stufi di inquinamento, rumore e fattori di rischio, che avrebbero preferito chiudere del tutto il Vespucci, fiancheggiati dall’amministrazione di Pisa, in difesa del proprio aeroporto. Dall’altro gli interessi economici della città di Firenze (o di alcuni imprenditori e di alcune banche), che hanno fin qui spinto per la nuova pista.

Il dibattito ha segnato l’intera legislatura regionale, ma non è un caso che il colpo di scena avvenga adesso, una volta calato il sipario sull’attività del Consiglio regionale. Fregandosene della legge regionale (e delle prescrizioni del famoso Pit), Adf ha avviato le procedure per la realizzazione di una pista da 2400 metri.

Pazienza se la Giunta Rossi e l’intero Consiglio avevano imposto il limite a 2000 metri. Già perché ci sono 60 giorni di tempo per completare l’iter, ma nel frattempo il Consiglio ha le mani legate per intervenire e tra poco avrà inizio la campagna elettorale. Niente dibattito pubblico, dunque. E a prendere la decisione sulla nuova pista sarà la prossima Giunta. Sempre che non intervenga il Governo, esautorando completamente la Regione.

Non ci stupiremmo, considerato chi siede sulla poltrona più importante di Adf al momento: Marco Carrai, il consigliori di Renzi. Sarà un caso?

Ancora una volta l’assemblea elettiva, il Consiglio regionale della Toscana, è stata presa in giro e scavalcata dal non-eletto-premier Matteo Renzi. In nome di interessi economici rilevanti.

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