Chiurli e il dossier sull’acqua dell’Istituto di sanità: “Non ci crediamo. L’unica soglia di sicurezza è zero”

Chiurli con volantini“Non crediamo alla relazione sugli acquedotti in amianto in Toscana che l’Istituto di sanità ha consegnato alla Regione. L’unica soglia ammissibile di fibre di amianto nell’acqua, è quella zero. In più, i 7 milioni di fibre per litro dell’Epa americana non possono corrispondere ai nostri”.

AcquaDopo la relazione dell’Istituto Superiore sulla rete idrica regionale, Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) rilancia quanto sostenuto anche dai Comitati No Amianto sulla non corrispondenza tra il dato dell’Agenzia di Protezione Ambientale (Epa) degli Stati Uniti e i dati delle analisi fatte in Italia.

“I tubi dell’acqua che hanno l’amianto – dice Chiurli – sono quelli che dai tubi grandi portano l’acqua ai più piccoli. Negli anni ’60 furono costruiti in fibra cemento, negli anni ’70-’80 in ghisa ma con rivestimento interno con cemento amianto. A forza di subire pressione il cemento amianto si sfalda. E’ pericolosissimo sia inalato che ingerito. Queste cose non le dice nessuno. Anche la sostituzione dei tubi – prosegue Chiurli – può rivelarsi molto pericolosa. Oggi ci sono aziende di bonifica che lavorano  sulla copertura di questi tubi con sostanze che li rendono neutri. Sappiamo che alcune fra queste aziende operano in modo tale che il loro coinvolgimento da parte dei Comuni potrebbe non incidere sulle tasche dei cittadini”.

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